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FRANCO NOBILE

Amianto Killer

 

L’amianto è un materiale resistente al calore e al fuoco ampiamente usato dall’uomo fin dai tempi preistorici.Negli ultimi decenni le acquisizioni raccolte sull’amianto hanno dimostrato la pericolosità della sostanza, il cui effetto dannoso investe tutta la popolazione e può manifestarsi anche a distanza di molti anni dall’esposizione. Fra i primi nel mondo, nel marzo 1992 il Parlamento italiano ha vietato l’uso e il commercio dell’amianto su tutto il territorio nazionale. L’amianto è stato largamente usato nell’industria automobilistica per la costruzione di freni e frizioni. Nel traffico particelle del minerale si liberano facilmente dagli automezzi e ciò rappresenta una delle fonti dell’inquinamento da amianto nell’atmosfera. La rimozione dell’amianto ha creato problemi perfino nella sede della IARC (Istituto Internazione di Ricerche sul Cancro) di Lione. A Milano ricordano ancora le coperte di amianto nelle stazioni della metropolitana da utilizzarsi in caso di incendio. L’estrazione e l’uso di amianto hanno assunto un ritmo vertiginoso a partire dalla fine del secolo scorso. Uno dei principali costituenti dei vari tipi di amianto è il biossido di silicio. Altri componenti come l’ossido di magnesio e l’ossido di ferro variano notevolmente da un tipo di amianto all’altro. L’amianto veniva impiegato per le sue proprietà di isolante termico ed elettrico. Nel mondo industriale l’uso dell’amianto è universale. Tra le industrie meccaniche, quella della costruzione navale ha fatto  in passato uso massiccio

di amianto. Ma il minerale è stato impiegato largamente anche in altre industrie (chimiche, tessili, ecc.)

e nell’edilizia. Nell’ambiente domestico l’amianto è stato adoperato per isolare una fonte di calore, per appoggiare il ferro da stiro ecc. Se si esaminano alcuni tessuti (tessuto polmonare, tessuto pleurico) anche a vari decenni di distanza dal momento in cui si è verificata l’esposizione all’amianto, si trovano i segni del suo passaggio. Nel tessuto polmonare si possono trovare all’esame microscopico i cosiddetti “corpi dell’amianto”. La manipolazione (estrazione, lavorazione, applicazione) dell’amianto dà luogo alla formazione di una polvere finissima. Questa polvere è composta da aghi microscopici (fibre) che penetrano nelle vie respiratorie e si depositano nei polmoni. Nel tessuto polmonare la fibra microscopica di amianto viene spesso rivestita da una guaina discontinua. Si forma così il corpo dell’amianto. Il numero di corpi dell’amianto che si possono trovare in un polmone varia entro limiti estremamente ampi. Persone, che non hanno avuto contatti con l’amianto per ragioni professionali, possono presentare soltanto 1-2 corpi per grammo di tessuto. Invece, quando c’è stata un’esposizione intensa e continua per molti anni, la quantità di corpi dell’amianto per grammo può raggiungere cifre molto elevate, fino a 10 milioni. La presenza di quantità elevate di amianto nel polmone è causa di una malattia detta asbestosi. Il tessuto polmonare normale ha una struttura che è paragonabile a quella di una spugna: esso è composto infatti da tante vescicole, contenenti aria, separate l’una dall’altra da sottili pareti divisorie. Tali pareti formano una fine trama di tessuto fibroso. Nell’asbestosi questi sottili sepimenti vanno incontro ad un ispessimento progressivo. Se il processo è molto avanzato si giunge alla riduzione sempre più marcata delle vescicole e alla loro scomparsa. La funzione respiratoria (e cioè gli scambi gassosi che avvengono a livello degli alveoli) è abolita. Se l’esposizione all’amianto è molto forte, si può arrivare ad una grave asbestosi polmonare nell’arco di pochi anni, e anche a tumori maligni. Il mesotelioma della pleura è un tumore maligno che si origina in corrispondenza della pleura parietale. Questa membrana diventa molto spessa e viene a formare una specie di guscio, che avvolge completamente il polmone. In assenza di esposizione all’amianto, il mesotelioma della pleura è un tumore raro. In una grande città, con una popolazione di un milione di abitanti, ci si può attendere di osservare un caso all’anno. Nelle zone dove si è verificata una grossa esposizione all’amianto l’incidenza diventa 100 volte più elevata. Generalmente il mesotelioma si sviluppa vari decenni dopo che l’eposizione all’amianto è iniziata. In alcuni casi il tempo di incubazione intercorso tra inzio dell’esposizione e comparsa del tumore è superiore a 30 anni. Il rischio di ammalarsi di mesotelioma pleurico è molto alto per le persone che hanno avuto un’intensa esposizione all’amianto. Tuttavia (Continua da pagina 3) il tumore si sviluppa anche in individui che hanno avuto esposizioni relativamente modeste. Un fatto particolarmente grave è rappresentato dall’insorgenza del mesotelioma nei familiari del lavoratore esposto all’amianto. Sono noto infatti casi di mesotelioma insorto in donne che avevano lavato i vestiti da lavoro dei loro familiari. I vestiti contenevano polvere d’amianto ed è stata sufficiente un’esposizione all’apparenza banale per produrre il tumore. Uno studio recente, condotto sui dati di mortalità in Italia ha mostrato nella nostra penisola quattro zone “nere”. Ci sono cioè quattro aree geografiche nelle quali l’incidenza delle morti per mesotelioma raggiunge cifre molto elevate. La zona nord-occidentale comprende gran parte della Liguria e la provincia di Alessandria; la zona nord-orientale corrisponde alle Province di Trieste e Gorizia; c’è poi una piccola zona al centro corrispondente alla provincia di Livorno; la zona meridionale corrisponde alla provincia di Taranto. Si tratta in tutti e quattro i casi di zone costiere, con cantieri navali e porti. Quando alla provincia di Alessandria, questa comprende la città di Casale Monferrato, dove ha operato dal 1907 al 1980 l’industria dell’Eternit, un composto di cemento e amianto largamente usato nell’edilizia. L’amianto è causa non solo di tumori della pleura, ma anche del peritoneo (membrana che tappezza le pareti della cavità addominale e i visceri contenuti nella cavità stessa). Quando l’amianto si associa al fumo di sigaretta, il rischio di carcinoma polmonare diviene molto elevato. Il divieto all’uso dell’amianto, imposto dalla legge promulgata nel 1992, non ha messo la parola fine al problema amianto. Ad esempio l’eternit è presente ancora in molte strutture e non è facile rimuoverlo. Finora i tentativi di allontanare l’amianto non hanno dato sempre buoni risultati. Attualmente esistono varie ditte specializzate nei lavori di decoibentazione. E’ interessante il fatto che nelle guide di forniture e servizi (come le “pagine gialle”), alla voce “amianto” da alcuni anni non si trovano più ditte che offrono il minerale, ma soltanto ditte che si offrono di asportarlo

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