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L’amianto è un materiale resistente al calore e al fuoco
ampiamente usato dall’uomo fin dai tempi preistorici.Negli
ultimi decenni le acquisizioni raccolte sull’amianto
hanno dimostrato la pericolosità della sostanza, il cui
effetto dannoso investe tutta la popolazione e può
manifestarsi anche a distanza di molti anni
dall’esposizione. Fra i primi nel mondo, nel marzo 1992
il Parlamento italiano ha vietato l’uso e il commercio
dell’amianto su tutto il territorio nazionale. L’amianto
è stato largamente usato nell’industria automobilistica
per la costruzione di freni e frizioni. Nel traffico
particelle del minerale si liberano facilmente dagli
automezzi e ciò rappresenta una delle fonti
dell’inquinamento da amianto nell’atmosfera. La
rimozione dell’amianto ha creato problemi perfino nella
sede della IARC (Istituto Internazione di Ricerche sul
Cancro) di Lione. A Milano ricordano ancora le coperte
di amianto nelle stazioni della metropolitana da
utilizzarsi in caso di incendio. L’estrazione e l’uso di
amianto hanno assunto un ritmo vertiginoso a partire
dalla fine del secolo scorso. Uno dei principali
costituenti dei vari tipi di amianto è il biossido di
silicio. Altri componenti come l’ossido di magnesio e
l’ossido di ferro variano notevolmente da un tipo di
amianto all’altro. L’amianto veniva impiegato per le sue
proprietà di isolante termico ed elettrico. Nel mondo
industriale l’uso dell’amianto è universale. Tra le
industrie meccaniche, quella della costruzione navale ha
fatto in passato uso massiccio |
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e
nell’edilizia. Nell’ambiente domestico l’amianto è stato
adoperato per isolare una fonte di calore, per
appoggiare il ferro da stiro ecc. Se si esaminano alcuni
tessuti (tessuto polmonare, tessuto pleurico) anche a
vari decenni di distanza dal momento in cui si è
verificata l’esposizione all’amianto, si trovano i segni
del suo passaggio. Nel tessuto polmonare si possono
trovare all’esame microscopico i cosiddetti “corpi
dell’amianto”. La manipolazione (estrazione,
lavorazione, applicazione) dell’amianto dà luogo alla
formazione di una polvere finissima. Questa polvere è
composta da aghi microscopici (fibre) che penetrano
nelle vie respiratorie e si depositano nei polmoni. Nel
tessuto polmonare la fibra microscopica di amianto viene
spesso rivestita da una guaina discontinua. Si forma
così il corpo dell’amianto. Il numero di corpi
dell’amianto che si possono trovare in un polmone varia
entro limiti estremamente ampi. Persone, che non hanno
avuto contatti con l’amianto per ragioni professionali,
possono presentare soltanto 1-2 corpi per grammo di
tessuto. Invece, quando c’è stata un’esposizione intensa
e continua per molti anni, la quantità di corpi
dell’amianto per grammo può raggiungere cifre molto
elevate, fino a 10 milioni. La presenza di quantità
elevate di amianto nel polmone è causa di una malattia
detta asbestosi. Il tessuto polmonare normale ha una
struttura che è paragonabile a quella di una spugna:
esso è composto infatti da tante vescicole, contenenti
aria, separate l’una dall’altra da sottili pareti
divisorie. Tali pareti formano una fine trama di tessuto
fibroso. Nell’asbestosi questi sottili sepimenti vanno
incontro ad un ispessimento progressivo. Se il processo
è molto avanzato si giunge alla riduzione sempre più
marcata delle vescicole e alla loro scomparsa. La
funzione respiratoria (e cioè gli scambi gassosi che
avvengono a livello degli alveoli) è abolita. Se
l’esposizione all’amianto è molto forte, si può arrivare
ad una grave asbestosi polmonare nell’arco di pochi
anni, e anche a tumori maligni. Il mesotelioma della
pleura è un tumore maligno che si origina in
corrispondenza della pleura parietale. Questa membrana
diventa molto spessa e viene a formare una specie di
guscio, che avvolge completamente il polmone. In assenza
di esposizione all’amianto, il mesotelioma della pleura
è un tumore raro. In una grande città, con una
popolazione di un milione di abitanti, ci si può
attendere di osservare un caso all’anno. Nelle zone dove
si è verificata una grossa esposizione all’amianto
l’incidenza diventa 100 volte più elevata. Generalmente
il mesotelioma si sviluppa vari decenni dopo che l’eposizione
all’amianto è iniziata. In alcuni casi il tempo di
incubazione intercorso tra inzio dell’esposizione e
comparsa del tumore è superiore a 30 anni. Il rischio di
ammalarsi di mesotelioma pleurico è molto alto per le
persone che hanno avuto un’intensa esposizione
all’amianto. Tuttavia (Continua da pagina 3) il tumore
si sviluppa anche in individui che hanno avuto
esposizioni relativamente modeste. Un fatto
particolarmente grave è rappresentato dall’insorgenza
del mesotelioma nei familiari del lavoratore esposto
all’amianto. Sono noto infatti casi di mesotelioma
insorto in donne che avevano lavato i vestiti da lavoro
dei loro familiari. I vestiti contenevano polvere
d’amianto ed è stata sufficiente un’esposizione
all’apparenza banale per produrre il tumore. Uno studio
recente, condotto sui dati di mortalità in Italia ha
mostrato nella nostra penisola quattro zone “nere”. Ci
sono cioè quattro aree geografiche nelle quali
l’incidenza delle morti per mesotelioma raggiunge cifre
molto elevate. La zona nord-occidentale comprende gran
parte della Liguria e la provincia di Alessandria; la
zona nord-orientale corrisponde alle Province di Trieste
e Gorizia; c’è poi una piccola zona al centro
corrispondente alla provincia di Livorno; la zona
meridionale corrisponde alla provincia di Taranto. Si
tratta in tutti e quattro i casi di zone costiere, con
cantieri navali e porti. Quando alla provincia di
Alessandria, questa comprende la città di Casale
Monferrato, dove ha operato dal 1907 al 1980 l’industria
dell’Eternit, un composto di cemento e amianto
largamente usato nell’edilizia. L’amianto è causa non
solo di tumori della pleura, ma anche del peritoneo
(membrana che tappezza le pareti della cavità addominale
e i visceri contenuti nella cavità stessa). Quando
l’amianto si associa al fumo di sigaretta, il rischio di
carcinoma polmonare diviene molto elevato. Il divieto
all’uso dell’amianto, imposto dalla legge promulgata nel
1992, non ha messo la parola fine al problema amianto.
Ad esempio l’eternit è presente ancora in molte
strutture e non è facile rimuoverlo. Finora i tentativi
di allontanare l’amianto non hanno dato sempre buoni
risultati. Attualmente esistono varie ditte
specializzate nei lavori di decoibentazione. E’
interessante il fatto che nelle guide di forniture e
servizi (come le “pagine gialle”), alla voce “amianto”
da alcuni anni non si trovano più ditte che offrono il
minerale, ma soltanto ditte che si offrono di asportarlo |