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Quali sono le soluzioni pratiche che possono giungere
dal Governo europeo per superare questo momento
difficile?
Più
che di soluzioni pratiche parlerei di soluzioni
istituzionali. L'UE, di fronte ad iniziative unilaterali
ed affrettate assunte da alcuni Paesi membri volte a
nazionalizzare o ad immettere massicce liquidità a
talune banche sull'orlo del fallimento, ha preso in mano
la situazione per dare una risposta concreta, univoca ed
autorevole alle ipotesi di ripresa economica dei Paesi
colpiti dalla crisi ponendo al centro della discussione
la necessità di nuove regole per i mercati. L'Italia non
è stata trascinata in questo vortice. Vi ha giocato
positivamente il ruolo garantista del Fondo
interbancario di tutela dei depositi nonché una prudente
politica bancaria di contenimento delle esposizioni
monetarie.
Quanto la crisi economica, secondo il suo parere, sta
influenzando le scelte del Governo Berlusconi e in
particolare le politiche legate alla sicurezza, rispetto
alle promesse elettorali?
Io
scinderei la domanda in due parti. La prima riguarda le
scelte del Governo per fronteggiare la crisi che
tempestivamente si è mosso aumentando il livello minimo
di copertura dei depositi bancari in caso di fallimenti
o insolvenze degli istituti di credito. Esso ha dato
vita all'operazione di emissione dei Tremonti-Bond per
dar fiato alle imprese, soprattutto alle PMI. Si è dato
l'avvio alle grandi opere infrastrutturali delle quali
l'Italia ha straordinario bisogno. Si é deciso il "Piano
casa" per rimettere in moto l'economia e creare posti di
lavoro. Si sono mobilitate risorse finanziarie a favore
delle famiglie con forti disagi economici.
La
seconda parte riguarda la politica di sicurezza. Ogni
crisi, ed in particolare questa che non ha avuto simile
dopo la grande crisi del '29, semina panico tra la
gente. Ci si sente insicuri sotto ogni punto di vista. A
cominciare dai risparmi, dalla incapacità a mantenere
livelli di reddito in precedenza acquisiti fino alla
insicurezza fisica delle persone. Ciò perché se la crisi
accresce la povertà, questa genera per forza di cose
disperazione tra i più deboli fino a sfociare in
comportamenti antisociali.
Io
credo che le misure assunte dal Governo in materia di
sicurezza hanno reso più tranquilli i cittadini e non a
caso le statistiche del Ministero dell'Interno
confermano che il numero dei furti nelle case e a danno
della proprietà privata siano in diminuzione. Certamente
c'é da stare sempre vigili e fare in modo che la
prevenzione funzioni.
Onorevole, qual è la sua opinione sul pacchetto
sicurezza varato dal Governo in carica?
Il
pacchetto sicurezza messo in atto dal Governo Berlusconi
è un insieme di misure a tutela della collettività e
della vita privata dei cittadini come richiesto da gran
parte degli italiani. Esso passa attraverso gli accordi
bilaterali di cooperazione con i Paesi rivieraschi del
Mediterraneo per frenare l'immigrazione selvaggia verso
le nostre coste, attraverso controlli severi negli
aeroporti e lungo i confini nazionali, attraverso un più
capillare dispiegamento di forza pubblica per il
controllo e la vigilanza delle aree urbane, degli
edifici pubblici sensibili e della salvaguardia fisica
dei cittadini. Certo c'é bisogno poi di altri
provvedimenti per valorizzare il ruolo delle forze di
polizia sia a livello economico che di ruolo e per
dotarle di quegli strumenti e mezzi che ancora oggi non
hanno a disposizione.
Che
valutazione ha espresso il Parlamento europeo per quanto
concerne l'anacronistico e a nostro avviso inefficace
strumento delle "ronde" e su come viene, in generale,
gestito il "problema dell'immigrazione" nel nostro
paese?
Dappertutto in Europa quando si parla di immigrazione si
apre la polemica. Nell'UE vivono dai 4 agli 8 milioni di
immigrati che lavorano illegalmente deteriorando il
mercato del lavoro e creando una competizione sleale tra
i lavoratori irregolari e quelli in regola. Il
Parlamento europeo da tempo si occupa della lotta
all'immigrazione clandestina, delle sanzioni contro i
datori di lavoro che li sfruttano, delle regole per i
rimpatri. Anche attraverso l'ultima direttiva l'UE si é
fatta sentire. Le regole per il rimpatrio costituiscono
un importante passo in avanti della politica comune. Gli
irregolari hanno da 7 a 30 giorni per il rimpatrio
volontario. Dopo questo periodo gli Stati hanno il
diritto di espellerli dal loro territorio. Finora il
problema dell'immigrazione ha diviso l'Unione europea
che invece dovrà avere un ruolo sempre maggiore nel
promuovere l'immigrazione regolare e disincentivare
l'arrivo dei clandestini. L'Italia è su questa linea
perché pur essendo il Paese più esposto e vulnerabile
non può tuttavia prendere misure unilaterali per
scoraggiarne il fenomeno. Quanto alle "ronde" io non
condivido il termine e il ruolo. Non vi è dubbio che
sono uno strumento anacronistico. Ritengo che la
prevenzione sia il miglior mezzo per combattere la micro
e macro criminalità ma questa la devono svolgere i corpi
di polizia.
In
chiusura, tra i suoi obiettivi e programmi, come
parlamentare europeo, c'è spazio per la Regione Toscana?
Se sì, può illustrarci qualche spunto?
Anche
se posso apparire di parte, la Toscana è la mia terra di
origine e di appartenenza e non posso, pur nel mio ruolo
di europarlamentare che deve occuparsi dei problemi
dell'Europa, non dedicarle un'attenzione particolare. La
Toscana, Regione in pieno sviluppo e progresso prima
della crisi, registra una fase preoccupante di
stagnazione, se non di recessione economica, al pari di
altre. La mia azione si sta dispiegando, in maniera
sempre più incisiva, nella direzione di dare sostegno
alle PMI che sono quelle che danno lustro e lavoro alla
Toscana. Difendo e difenderò l'occupazione,
l'imprenditoria giovanile, la formazione professionale e
la riqualificazione di coloro che hanno perso il lavoro,
la tutela del patrimonio artistico e culturale che ci ha
reso famosi in tutto il mondo, l'artigianato come
espressione di creatività, le attività commerciali, la
tipicità dei prodotti locali, l'ambiente e il paesaggio
nonché i centri urbani sempre più degradati a causa
dell'incuria e del malgoverno di certe amministrazioni
locali attraverso l'ammodernamento del nostro paese.
Paolo Bartolozzi |