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VINCENZO BRANCAGLIONE

SEGRETARIO AGGIUNTO CISL SIENA

 

 

Una sua opinione sull'attuale crisi economica che sta investendo l'Italia, con particolare riferimento alla provincia di Siena.

Più che una mia opinione, credo siano sotto gli occhi di tutti gli effetti che la crisi internazionale ha determinato nell’ultimo anno,con un Sistema Finanziario oltremodo gonfiato, da facili stime al rialzo verso i mercati azionari e immobiliari,dalla facilità di finanziare prestiti e mutui (anche laddove erano chiare le difficoltà di restituzione),e tutto ciò a partire dai Subprime americani che inevitabilmente hanno influenzato l’intero sistema Finanziario internazionale provocando effetti devastanti nelle Banche Centrali e sui mercati azionari di tutto il mondo.Vorrei però concentrare la mia opinione  sull’economia reale, che ritengo debba essere il MODELLO sul quale impostare la crescita di un paese,con amarezza apprendiamo dai media numeri agghiaccianti relativamente al ricorso degli ammortizzatori sociali in tutte le sue forme possibili (CIGO,CIGS,CIG in DEROGA,Contratti di Solidarietà e non ultimo il ricorso alla mobilità) da parte delle nostre aziende, la percentuale delle ore di cassa integrazione(ordinaria e straordinaria) per dare qualche dato concreto della nostra regione,dal 1°gennaio, al 31 luglio 09 e del 370% in più rispetto all’intero 2008;alla cassa integrazione in deroga

hanno fatto ricorso 6422 lavoratori di cui 243 nella nostra provincia pari a un 3,6%, e non dimentichiamo che sono circa 2500 quelli in CIGO e CIGS, e i settori più colpiti sono:il manifatturiero (metalmeccanico in testa), le costruzioni che registrano 348 addetti in meno a luglio 09 su luglio 08 (dati Cassa Edile Siena), a seguire il commercio, il trasporto e servizi; 257 ci risultano i lavoratori in mobilità, provenienti quest’ultimi in maggior parte dalle aziende del camper distretto industriale in Val d’Elsa,che ci fa pensare che probabilmente anche altri settori manifatturieri potrebbero considerare l’eventualità di ridurre le proprie capacità produttive, quotidianamente gli amici seg.ri delle federazioni di categoria mi informano che sono diverse le aziende che stanno valutando la possibilità di farne ricorso e per ovvi motivi essendo trattative in corso posso solo dire che potrebbero sommarsi ai 257 un altro centinaio.Credo che per ora possa bastare il riferimento agli effetti che questa crisi ha avuto nella nostra provincia.

Difronte ad una crisi di tali dimensioni, come si fa sindacato? Come vi ponete, cioè, nei confronti dei lavoratori e delle loro esigenze? Avete ancora presa su di loro o prevale, anche nel territorio senese, sfiducia e sgomento?.

Anche il sindacato non era troppo preparato ad una crisi di tali dimensioni, sono altresì convinto che l’organizzazione che rappresento abbia immediatamente reagito moltiplicando le proposte e le soluzioni per fronteggiare questa crisi. a tutti i livelli, in regime di emergenza chiaro, ma conseguendo risultati soddisfacenti; a livello nazionale: facendo in modo di destinare fondi e risorse importanti per gli ammortizzatori sociali, prevedendone ulteriori per i settori e interi comparti esclusi da queste tutele; a Siena, grazie anche alla disponibilità della Fondazione MPS e del suo Presidente, con il Bando straordinario sono state messe a disposizione ulteriori risorse per le aziende e i lavoratori, 15 milioni di euro alla FISES per il sostegno del credito alle imprese, circa 4,7 milioni per il sostegno al reddito dei lavoratori; accordo con gli istituti di credito per l’anticipazione delle indennità di cassa integrazione ai lavoratori.Diciamo che il modo di fare sindacato in queste condizioni non è diverso dalla quotidiana azione sindacale,certamente c’è maggiore attenzione, e l’impegno è senza pausa,di fronte alle difficoltà del momento si moltiplicano le presenze dei lavoratori nei nostri uffici che hanno bisogno oltre che di tutele, anche di qualche parola di conforto, l’adesione alle organizzazioni sindacali cresce di pari passo con il crescere dei bisogni e delle difficoltà.

Quali sono i settori che, al momento, sono maggiormente colpiti e quali potrebbero esserlo nell'immediato?

Come dicevo precedentemente, i settori che risentono di più della crisi sono il metalmeccanico,le pelletterie, l’artigianato un po’ tutto,il commercio e l’edilizia che sembra soffrire ulteriormente dopo la pausa estiva.

Che proposte sta facendo il sindacato, in questo momento storico, soprattutto  quando si va a confrontre con le controparti?

Sono principalmente tre gli argomenti che riteniamo prioritari da affrontare con il governo e le controparti: La riforma degli ammortizzatori sociali per tutti e per tutti i settori; La riforma del fisco a vantaggio di lavoratori e pensionati; Nuovo modello economico dove deve prevalere il lavoro e non la finanza,quest’ultimo un cavallo di battaglia per la nostra organizzazione, sono anni che parliamo di Democrazia economica e quindi di partecipazione dei lavoratori all’impresa all’azionariato collettivo agli utili d’impresa che rappresenta una straordinaria opportunità non solo per il mondo del lavoro ma per l’intero paese.

Ritiene che ci possa essere, ora o in futuro, qualche problema dal punto di vista dell'ordine pubblico anche nel nostro territorio? Ci potrebbero essere, cioè, reazioni spropositate da parte delle maestranze qualora non ci dovessero essere risposte significative da parte delle istituzioni?

La sicurezza nel nostro territorio rappresenta un aspetto, che ritengo bisogna difendere nel modo più assoluto, e come tutti sappiamo, da anni fa in modo insieme ad altri fattori, che il nostro capoluogo si collochi ai vertici nella classifica delle città italiane per qualità della vita.Questi momenti devono sicuramente allertare tutti gli addetti alla sicurezza, personalmente ritengo che non ci sia pericolo di azioni spropositate da parte delle maestranze e questo proprio in virtù del fatto che il sindacato, le parti sociali e le stesse Istituzioni locali stiano facendo sforzi importanti e rassicuranti per quanto possibile  verso tutti i lavoratori.

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