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Una sua opinione sull'attuale
crisi economica che sta investendo l'Italia, con
particolare riferimento alla provincia di Siena.
Più che una mia opinione, credo siano sotto gli occhi di
tutti gli effetti che la crisi internazionale ha
determinato nell’ultimo anno,con un Sistema Finanziario
oltremodo gonfiato, da facili stime al rialzo verso i
mercati azionari e immobiliari,dalla facilità di
finanziare prestiti e mutui (anche laddove erano chiare
le difficoltà di restituzione),e tutto ciò a partire dai
Subprime americani che inevitabilmente hanno influenzato
l’intero sistema Finanziario internazionale provocando
effetti devastanti nelle Banche Centrali e sui mercati
azionari di tutto il mondo.Vorrei però concentrare la
mia opinione sull’economia reale, che ritengo debba
essere il MODELLO sul quale impostare la crescita di un
paese,con amarezza apprendiamo dai media numeri
agghiaccianti relativamente al ricorso degli
ammortizzatori sociali in tutte le sue forme possibili
(CIGO,CIGS,CIG in DEROGA,Contratti di Solidarietà e non
ultimo il ricorso alla mobilità) da parte delle nostre
aziende, la percentuale delle ore di cassa
integrazione(ordinaria e straordinaria) per dare qualche
dato concreto della nostra regione,dal 1°gennaio, al 31
luglio 09 e del 370% in più rispetto all’intero
2008;alla cassa integrazione in deroga |
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hanno fatto ricorso 6422 lavoratori di cui 243 nella
nostra provincia pari a un 3,6%, e non dimentichiamo che
sono circa 2500 quelli in CIGO e CIGS, e i settori più
colpiti sono:il manifatturiero (metalmeccanico in
testa), le costruzioni che registrano 348 addetti in
meno a luglio 09 su luglio 08 (dati Cassa Edile Siena),
a seguire il commercio, il trasporto e servizi; 257 ci
risultano i lavoratori in mobilità, provenienti
quest’ultimi in maggior parte dalle aziende del camper
distretto industriale in Val d’Elsa,che ci fa pensare
che probabilmente anche altri settori manifatturieri
potrebbero considerare l’eventualità di ridurre le
proprie capacità produttive, quotidianamente gli amici
seg.ri delle federazioni di categoria mi informano che
sono diverse le aziende che stanno valutando la
possibilità di farne ricorso e per ovvi motivi essendo
trattative in corso posso solo dire che potrebbero
sommarsi ai 257 un altro centinaio.Credo che per ora
possa bastare il riferimento agli effetti che questa
crisi ha avuto nella nostra provincia.
Difronte ad una crisi di tali
dimensioni, come si fa sindacato? Come vi ponete, cioè,
nei confronti dei lavoratori e delle loro esigenze?
Avete ancora presa su di loro o prevale, anche nel
territorio senese, sfiducia e sgomento?.
Anche il sindacato non era troppo preparato ad una crisi
di tali dimensioni, sono altresì convinto che
l’organizzazione che rappresento abbia immediatamente
reagito moltiplicando le proposte e le soluzioni per
fronteggiare questa crisi. a tutti i livelli, in regime
di emergenza chiaro, ma conseguendo risultati
soddisfacenti; a livello nazionale: facendo in modo di
destinare fondi e risorse importanti per gli
ammortizzatori sociali, prevedendone ulteriori per i
settori e interi comparti esclusi da queste tutele; a
Siena, grazie anche alla disponibilità della Fondazione
MPS e del suo Presidente, con il Bando straordinario
sono state messe a disposizione ulteriori risorse per le
aziende e i lavoratori, 15 milioni di euro alla FISES
per il sostegno del credito alle imprese, circa 4,7
milioni per il sostegno al reddito dei lavoratori;
accordo con gli istituti di credito per l’anticipazione
delle indennità di cassa integrazione ai
lavoratori.Diciamo che il modo di fare sindacato in
queste condizioni non è diverso dalla quotidiana azione
sindacale,certamente c’è maggiore attenzione, e
l’impegno è senza pausa,di fronte alle difficoltà del
momento si moltiplicano le presenze dei lavoratori nei
nostri uffici che hanno bisogno oltre che di tutele,
anche di qualche parola di conforto, l’adesione alle
organizzazioni sindacali cresce di pari passo con il
crescere dei bisogni e delle difficoltà.
Quali sono i settori che, al
momento, sono maggiormente colpiti e quali potrebbero
esserlo nell'immediato?
Come dicevo precedentemente, i settori che risentono di
più della crisi sono il metalmeccanico,le pelletterie,
l’artigianato un po’ tutto,il commercio e l’edilizia che
sembra soffrire ulteriormente dopo la pausa estiva.
Che proposte sta facendo il
sindacato, in questo momento storico, soprattutto
quando si va a confrontre con le controparti?
Sono principalmente tre gli argomenti che riteniamo
prioritari da affrontare con il governo e le
controparti: La riforma degli ammortizzatori sociali per
tutti e per tutti i settori; La riforma del fisco a
vantaggio di lavoratori e pensionati; Nuovo modello
economico dove deve prevalere il lavoro e non la
finanza,quest’ultimo un cavallo di battaglia per la
nostra organizzazione, sono anni che parliamo di
Democrazia economica e quindi di partecipazione dei
lavoratori all’impresa all’azionariato collettivo agli
utili d’impresa che rappresenta una straordinaria
opportunità non solo per il mondo del lavoro ma per
l’intero paese.
Ritiene che ci possa essere, ora
o in futuro, qualche problema dal punto di vista
dell'ordine pubblico anche nel nostro territorio? Ci
potrebbero essere, cioè, reazioni spropositate da parte
delle maestranze qualora non ci dovessero essere
risposte significative da parte delle istituzioni?
La sicurezza nel nostro territorio rappresenta un
aspetto, che ritengo bisogna difendere nel modo più
assoluto, e come tutti sappiamo, da anni fa in modo
insieme ad altri fattori, che il nostro capoluogo si
collochi ai vertici nella classifica delle città
italiane per qualità della vita.Questi momenti devono
sicuramente allertare tutti gli addetti alla sicurezza,
personalmente ritengo che non ci sia pericolo di azioni
spropositate da parte delle maestranze e questo proprio
in virtù del fatto che il sindacato, le parti sociali e
le stesse Istituzioni locali stiano facendo sforzi
importanti e rassicuranti per quanto possibile verso
tutti i lavoratori. |