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ON. FRANCO CECCUZZI

 

1. On. Ceccuzzi, negli ultimi giorni Siena ha subito alcuni fenomeni di vandalismo e di criminalità, che hanno alimentato polemiche soprattutto a livello politico. Sembra di capire che il Pd senese non ritenga che la città viva una situazione di emergenza sul fronte sicurezza. Lei che idea si è fatto?

La sicurezza dei cittadini e la vivibilità urbana per il Pd sono le priorità. L’attenzione deve essere sempre al massimo perché è da qui che si costruisce il livello di qualità della vita che a Siena è alto, ma si può sempre migliorare. Per questo abbiamo costituito un Forum permanente del Pd sulla sicurezza e sulla vivibilità urbana: un luogo aperto di discussione in cui cittadini, amministratori pubblici, operatori economici, giovani, studenti, contradaioli, sindacati di polizia si possano incontrare e discutere dei problemi della città. Nei primi due appuntamenti è già emerso un forte apprezzamento per le nostre idee e proposte: il ricorso alla video sorveglianza in alcune aree nevralgiche della città, l’aumento del pattugliamentonotturno e della presenza del vigile di quartiere, il miglioramento dell’illuminazione notturna. Si tratta di un investimento di oltre 1 milione e 400 mila euro, i cui interventi avranno importantissime ripercussioni che avrà ricadute positive sia in termini di efficienza che di risparmio energetico. I punti luce infatti rimarranno accesi per tutta la notte, a differenza di oggi e saranno potenziati con nuove sorgenti luminose che arriveranno a una potenza di 60 Watt. Un progetto quindi 

voluto dal Comune e ideato molti mesi fa, a dimostrazione di quanto il tema della vivibilità e della sicurezza stiano a cuore alle istituzioni e alla maggioranza. L’uso delle telecamere, per di più in una città che dispone della fibra ottica, può far divenire anche la tecnologia uno strumento di dissuasione e di rassicurazione nel pieno rispetto del diritto alla riservatezza.

2. Il prossimo 15 Maggio sarà celebrato anche a Siena il 158° anniversario della Fondazione della Polizia di Stato. Quale messaggio vuole rivolgere agli agenti?

Esprimo tutto il mio apprezzamento e sostegno di parlamentare e di esponente del Pd a tutti gli agenti della Polizia di Stato e della Stradale – colgo questa occasione per formulare gli auguri alla nuova dirigente Dott.ssa Pane - come a quelli della Guardia di Finanza, ai militari dell’Arma dei Carabinieri, della Forestale ed ai Vigili del Fuoco per il lavoro generoso ed encomiabile che svolgono ogni giorno. Ci sono storici e cronici problemi di organico che con questo governo si sono aggravati. I tagli nel triennio 2009-2011 hanno raggiunto i 3,5 miliardi di euro che hanno impedito l’acquisto di autovetture, di mezzi e strumenti utili per svolgere il servizio e comportato una riduzione degli organici di circa 40mila operatori. Ma come ha scritto Felice Romano sull’Alfiere di Aprile il governo continua con una incosciente corsa verso l’autodistruzione. Di questo abbiamo parlato anche in un incontro tra il Pd cittadino ed il Siulp di Siena che si è tenuto a fine marzo. In provincia di Siena inoltre la dislocazione di uomini e mezzi è anacronistica perchè risente addirittura delle tensioni sociali e ideologiche degli anni del secondo dopo guerra, mentre le trasformazioni demografiche e l’immigrazione chiedono una maggiore presenza soprattutto in Valdelsa. Poi c’ è l’impiego delle forze disponibili che dovrebbe essere ottimizzato: meno sul carico burocratico, meglio e di più sulla strada. Se più della metà dei poliziotti sta in ufficio, evidentemente c’è un problema da risolvere. Sul piano locale sarà decisivo varare politiche sociali e soprattutto abitative con le quali dare una risposta agli agenti ed alle loro famiglie, alle prese con il caro casa che, soprattutto a Siena città, può dissuadere dallo stabilirvi la propria residenza a lungo o in via permanente. Non va sottovalutato, infatti, che laddove abitano uomini delle forze dell’ordine, i cittadini già si sentono più sicuri anche se, naturalmente, quando sono a casa, sono fuori servizio. Colgo questa occasione per esprimere un grande apprezzamento al Questore Benedetti per lo spostamento dell’Ufficio Immigrazione da Piazza Iacopo della Quercia alla Caserma Piave  di Via delle Sperandie, un atto da tempo atteso da tempo che consentirà agli operatori dell’ufficio di lavorare in condizioni di maggiore sicurezza, di riservare una migliore accoglienza ai cittadini stranieri, e anche di recuperare gli spazi di Via del Castoro per altri uffici.

3. Ci sono forze politiche che  insistono invece per l’applicazione del cosiddetto pacchetto Maroni e di fare ricorso alle ronde. Lei che cosa ne pensa?

I cittadini vogliono che l’ordine pubblico sia gestito e garantito dallo Stato, anche con l’uso della forza legittima, del quale detiene, giustamente, il monopolio, come nella definizione più calzante fornita dallo storico Max Weber. Non si può inneggiare all’uso dei militari sulle strade ed alla sicurezza fai da te, senza finire per denigrare il lavoro della Polizia di Stato e delle altre Forze dell’Ordine quotidianamente impegnati nella lotta ad ogni tipo di criminalità. Le ronde sono una resa inaccettabile dello Stato e lo hanno capito per primi i cittadini se a circa cinque mesi dal decreto Maroni, come scrive l’Alfiere, le iscrizioni alle Prefetture dei volontari per la sicurezza sono vicine alle zero. Questo è positivo e dovrebbe far riflettere chi come la Lega Nord fa demagogia sulla sicurezza invece che prendere atto che il primo problema da risolvere è destinare più risorse alle forze dell’ordine. Oggi i mezzi a disposizione sono usurati, mancano gli uomini, gli organici sono ridotti all'osso e gli agenti che vanno in pensione non vengono sostituiti. Purtroppo non basta l’impegno e la professionalità che ogni giorno caratterizza l’operato degli uomini e delle donne delle forze dell’ordine, così come non bastano le misure messe in campo dalle Istituzioni locali. La sicurezza nelle città non si potenzia con la demagogia, ma investendo sulle Forze dell'Ordine, assumendo più agenti di Polizia e dotandoli di mezzi adeguati. La cooperazione tra le forze dell’ordine e la polizia municipale è almeno una risposta perché aumenta la capacità di sorveglianza, mette in rete le informazioni, rafforza la prevenzione e la deterrenza contro il crimine. Nella nostra realtà occorre rafforzare quello spirito che ha caratterizzato il “Patto per la sicurezza”, voluto dal Comune e dalla Prefettura di Siena, grazie al quale sono stati fatti passi in avanti importanti. Il Corpo di Polizia Municipale di Siena svolge un ruolo decisivo di supporto, e di questo vanno ringraziati tutti gli agenti, nonostante a causa del patto di stabilità siano bloccati straordinari e assunzioni.

 4. Per arginare i fenomeni criminali ritiene che nel nostro territorio si debba usare un modello repressivo o, al contrario, si sente di dover proporre strade alternative?

Noi vogliamo che Siena sia una realtà all’avanguardia sul tema della sicurezza, proponendosi come modello di comunità antitetico a quello della repressione. Ci sono stati episodi di vandalismo che diffondono un sentimento di ansia che vanno perseguiti per assicurare i colpevoli alla giustizia e che ci impongono di alzare la soglia di controllo potenziando gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine. A chi ha subito questi atti di vandalismo va tutta la nostra solidarietà. Non è però cavalcando strumentalmente i singoli episodi di cronaca nera come fa qualcuno che si rende un servizio ai cittadini, ma occorre unità e coesione per dare alla sicurezza un connotato di prevenzione oltre che di controllo. Andiamo incontro all’estate, stagione in cui le occasioni di incontro si moltiplicano, favorite dal clima che invita a stare all’aperto. Socialità e tempo libero, cultura e attività economiche ne possono beneficiare, favorendo quel tessuto di relazioni che costituisce un elemento davvero importante della qualità del vivere. Affinché questa ricchezza possa essere mantenuta e, se possibile, ulteriormente sviluppata occorre adottare una serie di accorgimenti che limitino alcuni aspetti negativi, accrescendo i livelli di intervento contro due fenomeni: da una parte la prevenzione e la punizione dei reati contro le persone e contro il patrimonio, dall’altra il controllo dei comportamenti derivanti da scarsa educazione o da momentanei eccessi individuali o di gruppo. Per questo per elaborare proposte concrete e condivise c’è bisogno della partecipazione dei cittadini che questa città la abitano, la vivono per lavoro, anche con un’attività proprio e quindi la conoscono, meglio di chiunque altro. Siena ha sempre avuto tra i suoi punti di forza l’elevato senso civico e la rete di relazioni sociali come elemento essenziale del nostro sentire comune. Su questo occorre puntare per contrastare la diffusione di fenomeni criminali e di comportamenti contrari al rispetto reciproco e alla tutela dei beni di tutta la comunità. Su questo “humus” occorre, naturalmente, far crescere l’attività di controllo da parte delle Istituzioni e delle forze dell’ordine. Il Comune sta facendo la sua parte, così come le forze dell’ordine che, nonostante i tagli del governo, stanno lavorando con professionalità e impegno per contrastare i fenomeni di violenza e gli atti contro il patrimonio pubblico e privato. In questa sinergia, tra il senso civico della comunità e l’opera delle forze dell’ordine sta la chiave del problema che non si risolve con la repressione fine a se stessa.

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