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Si
parla, da più parti ormai, di creare un linguaggio
comune tra operatori delle Forze di Polizia,
amministratori e altri soggetti che partecipano alla
sicurezza. Si identifica in tale orientamento?
Senza
dubbio sì, sono anzi uno dei fautori di questa comunanza
di linguaggio purché poi si traduca in comunanza di
azione. Il nuovo decreto del governo prevede una
cooperazione tra Polizia Municipale e Forze dell'Ordine.
Un tipo di comunanza che, per quanto riguarda la città
di Siena, è già contenuta nel protocollo attualmente in
attesa del via libera da parte del Ministero, e che tra
l’altro è già prassi qua da noi. In pratica alle forze
dell'Ordine è demandato il ruolo di controllo della
sicurezza sul territorio, ed il corpo dei Vigili Urbani
svolge un capillare monitoraggio amministrativo, che
recentemente è stato ampliato in termini di orari di
servizio.
Negli ultimi periodi si sono verificati in città alcuni
episodi violenti a dir poco esecrabili. E' preoccupato
per questa improvvisa impennata di violenza?
Io in
genere cerco di non creare climi allarmistici o peggio
ancora cavalcare i temi proposti dalla stampa nazionale.
Mi piace pesare le parole e verifìcare i fatti. Non
userei mai l'espressione "impennata di violenza"
riferendomi a Siena, questo perché ci sono stati dei
casi di inciviltà, di cattiva convivenza, ma come
sappiamo Siena è una città dove i reati sono in
diminuzione e dove la vivibilità è ancora ai vertici
nazionali. In pratica è fondamentale far convivere quei
valori civici ancora ben radicati nella nostra città,
senza isolare nessuno, creare convivenza sociale. Così
si fa prevenzione e si mette in atto un principio forte
di socialità. In modo tale da non avere situazioni di
emergenza sul fronte della sicurezza, ma anzi, da
qualche anno a questa parte si registri un decremento
del numero dei reati nella nostra città e nella nostra
provincia.
Ha
percepito, a causa di questi eventi, inquietudine o
disagio tra i cittadini?
Una
maggiore inquietudine sociale c'è. I cittadini si
sentono meno tranquilli anche a Siena. Ma questo
atteggiamento, questa percezione, è basato non su fatti
concreti relativi alla sicurezza cittadina, ma su
problematiche di tipo sociale. Manca una sicurezza
economica, una capacità da parte del governo di farci
fare prospettive a lungo termine e questo ci fa sent i r
e t u t t i più precari. Cosa che si manifesta con una
percezione di insicurezza sociale. Ma la sicurezza dei
cittadini è garantita dal lavoro coordinato tra Forze
dell'Ordine e Vigili Urbani e da un forte tessuto
sociale. A questo, come amministrazione, abbiamo
aggiunto una forte azione per la prevenzione, non solo
della criminalità, ma anche di tutti quei comportamenti
dettati dalla maleducazione di alcuni, come gli
schiamazzi notturni, che nell'ultimo periodo hanno
creato disagi ai residenti del centro storico.
Numerosi episodi hanno visto e cedono per protagonisti
cittadini stranieri. Ritiene che si possano rischiare
atteggiamenti intolleranti da parte della cittadinanza
senese? Continuerà la politica dell'Amministrazione
improntata all'integrazione?
La
nostra è e sarà sempre una città solidale e le nostre
politiche saranno sempre inclusive. Sono inutili e
dannose quelle forze politiche che cercano di
radicalizzare il confronto attraverso l'odio e
l'esclusione quando oramai la società ha saputo vedere
nello straniero una risorsa, una persona da aiutare nel
processo integrativo proprio per farne un cittadino come
gli altri. Solo integrando si prevengono i comportamenti
devianti o gli scontri, grandi o piccoli, all'interno
delle comunità. A me fa paura il senso di esclusione,
l'isolamento, che crea disagio. A Siena invece aiutiamo
chi vuole integrarsi seguendo specifici percorsi che il
Comune mette in piedi con alcune associazioni di
volontariato, pochi mesi fa abbiamo assicurato ad alcune
famiglie un alloggio per un periodo determinato dando il
tempo ai capofamiglia di trovare un'occupazione stabile.
Questa nostra strategia, inizialmente avversata da molte
delle forze politiche locali, ha funzionato. Oggi i
bambini vanno regolarmente a scuola, le famiglie abitano
in case affittate sul mercato privato e i genitori
lavorano.
Il
pacchetto sicurezza proposto pochi giorni orsono dal
governo prevede più poteri ai sindaci. Interpreta ciò
come un elemento positivo?
Sarà
necessario capire attentamente i contenuti del decreto.
La necessità, secondo me, è dare mezzi e sostegni agli
enti locali e potenziare le Forze dell'Ordine che già
agiscono sul territorio. Non mi sembra una mossa
sostenibile quella di inviare l'esercito a svolgere
compiti di sicurezza urbana, è una strategia che
mortifica sia il nostro esercito preparato per altri
compiti che le Forze dell'Ordine che già agiscono sul
territorio in maniera capillare ed efficace.
L'indispensabile è che il governo faccia chiarezza,
senza attribuire agli enti locali obblighi verso i quali
gli enti non sono attrezzati a dare risposte e neppure,
per proprie caratteristiche, sono in grado di assumerli.
Il sindaco, in sostanza, non potrà mai avere funzioni
prefettizie. Per il resto invece il decreto dovrà
specificare meglio i tempi, le funzioni, le tipologie di
intervento, anche per la Polizia Municipale.
La
Polizia Municipale è l'unica che dipende direttamente
dall'Amministrazione Comunale ed è vista dai cittadini
cometa forza più vicina,soprattutto nelle piccole realtà
come Siena, anche per risolvere problemi non
direttamente collegati con la sicurezza. Secondo Lei
anche per la Polizia Municipale senese è arrivato il
momento di un impegno più diretto per garantire la
sicurezza dei cittadini?
L'impegno della Polizia Municipale è da sempre chiaro e
trasparente. Così come un sindaco non è un prefetto un
vigile urbano non è un poliziotto. Ognuno deve avere
campi distinti di operazione purché coordinandosi
assieme. È pronto il Protocollo sulla Sicurezza che ha
già ricevuto il parere positivo del Ministero
dell'Interno e che sarà firmato nei prossimi giorni e da
poco abbiamo esteso l'orario di servizio dei Vigili
Urbani, che in alcune giornate è stato prorogato fino
alle 4 della mattina. Nel protocollo sono distinti i
compiti ed il raggio di azione delle due diverse
istituzioni. Io per Siena non vedo un futuro con vigili
in veste di sceriffi e credo che non sia questa la
soluzione per nessuna città. Proprio perché il vigile
urbano è vicino ai cittadini e svolge anche attività
amministrativa e di controllo è giusto non dargli altre
mansioni, e mantenerlo come un punto di riferimento per
i cittadini ed un efficace strumento di controllo
sociale per l'amministrazione
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