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MAURIZIO CENNI

Cooperazione tra Polizia Municipale e Forze dell'Ordine

 

Maurizio Cenni Sindaco di Siena crede che la collaborazione e la cooperazione tra Forze dell’Ordine e Polizia Municipale sia la ricetta giusta per migliorare la sicurezza nella città di Siena che definisce “solidale”.

Signor Sindaco, il 17 maggio 2008, l'abbiamo vista partecipare alla locale Festa della Polizia, ci spieghi il suo rapporto con la Polizia di Stato. E' solo un rapporto di carattere istituzionale?

Il rapporto con le forze dell'Ordine per un amministratore non può ritenersi assolutamente soltanto istituzionale. Come rappresentante delle istituzioni ho un grande rispetto per tutto il personale delle forze dell'ordine, dai dirigenti agli agenti, e come cittadino e come sindaco il mio rapporto è sempre stato di collaborazione. Non possiamo permetterci di non comunicare tra istituzioni e dobbiamo condividere quelle azioni tese al benessere sociale, alla sicurezza dei cittadini ed alla vivibilità in genere della nostra città. Questo è il tipo di rapporto che abbiamo instaurato in questi anni e su questa esperienza dobbiamo costruire il futuro.

 

Si parla, da più parti ormai, di creare un linguaggio comune tra operatori delle Forze di Polizia, amministratori e altri soggetti che partecipano alla sicurezza. Si identifica in tale orientamento?

Senza dubbio sì, sono anzi uno dei fautori di questa comunanza di linguaggio purché poi si traduca in comunanza di azione. Il nuovo decreto del governo prevede una cooperazione tra Polizia Municipale e Forze dell'Ordine. Un tipo di comunanza che, per quanto riguarda la città di Siena, è già contenuta nel protocollo attualmente in attesa del via libera da parte del Ministero, e che tra l’altro è già prassi qua da noi. In pratica alle forze dell'Ordine è demandato il ruolo di controllo della sicurezza sul territorio, ed il corpo dei Vigili Urbani svolge un capillare monitoraggio amministrativo, che recentemente è stato ampliato in termini di orari di servizio.

Negli ultimi periodi si sono verificati in città alcuni episodi violenti a dir poco esecrabili. E' preoccupato per questa improvvisa impennata di violenza?

Io in genere cerco di non creare climi allarmistici o peggio ancora cavalcare i temi proposti dalla stampa nazionale. Mi piace pesare le parole e verifìcare i fatti. Non userei mai l'espressione "impennata di violenza" riferendomi a Siena, questo perché ci sono stati dei casi di inciviltà, di cattiva convivenza, ma come sappiamo Siena è una città dove i reati sono in diminuzione e dove la vivibilità è ancora ai vertici nazionali. In pratica è fondamentale far convivere quei valori civici ancora ben radicati nella nostra città, senza isolare nessuno, creare convivenza sociale. Così si fa prevenzione e si mette in atto un principio forte di socialità. In modo tale da non avere situazioni di emergenza sul fronte della sicurezza, ma anzi, da qualche anno a questa parte si registri un decremento del numero dei reati nella nostra città e nella nostra provincia.

Ha percepito, a causa di questi eventi, inquietudine o disagio tra i cittadini?

Una maggiore inquietudine sociale c'è. I cittadini si sentono meno tranquilli anche a Siena. Ma questo atteggiamento, questa percezione, è basato non su fatti concreti relativi alla sicurezza cittadina, ma su problematiche di tipo sociale. Manca una sicurezza economica, una capacità da parte del governo di farci fare prospettive a lungo termine e questo ci fa sent i r e t u t t i più precari. Cosa che si manifesta con una percezione di insicurezza sociale. Ma la sicurezza dei cittadini è garantita dal lavoro coordinato tra Forze dell'Ordine e Vigili Urbani e da un forte tessuto sociale. A questo, come amministrazione, abbiamo aggiunto una forte azione per la prevenzione, non solo della criminalità, ma anche di tutti quei comportamenti dettati dalla maleducazione di alcuni, come gli schiamazzi notturni, che nell'ultimo periodo hanno creato disagi ai residenti del centro storico.

Numerosi episodi hanno visto e cedono per protagonisti cittadini stranieri. Ritiene che si possano rischiare atteggiamenti intolleranti da parte della cittadinanza senese? Continuerà la politica dell'Amministrazione improntata all'integrazione?

La nostra è e sarà sempre una città solidale e le nostre politiche saranno sempre inclusive. Sono inutili e dannose quelle forze politiche che cercano di radicalizzare il confronto attraverso l'odio e l'esclusione quando oramai la società ha saputo vedere nello straniero una risorsa, una persona da aiutare nel processo integrativo proprio per farne un cittadino come gli altri. Solo integrando si prevengono i comportamenti devianti o gli scontri, grandi o piccoli, all'interno delle comunità. A me fa paura il senso di esclusione, l'isolamento, che crea disagio. A Siena invece aiutiamo chi vuole integrarsi seguendo specifici percorsi che il Comune mette in piedi con alcune associazioni di volontariato, pochi mesi fa abbiamo assicurato ad alcune famiglie un alloggio per un periodo determinato dando il tempo ai capofamiglia di trovare un'occupazione stabile. Questa nostra strategia, inizialmente avversata da molte delle forze politiche locali, ha funzionato. Oggi i bambini vanno regolarmente a scuola, le famiglie abitano in case affittate sul mercato privato e i genitori lavorano.

Il pacchetto sicurezza proposto pochi giorni orsono dal governo prevede più poteri ai sindaci. Interpreta ciò come un elemento positivo?

Sarà necessario capire attentamente i contenuti del decreto. La necessità, secondo me, è dare mezzi e sostegni agli enti locali e potenziare le Forze dell'Ordine che già agiscono sul territorio. Non mi sembra una mossa sostenibile quella di inviare l'esercito a svolgere compiti di sicurezza urbana, è una strategia che mortifica sia il nostro esercito preparato per altri compiti che le Forze dell'Ordine che già agiscono sul territorio in maniera capillare ed efficace. L'indispensabile è che il governo faccia chiarezza, senza attribuire agli enti locali obblighi verso i quali gli enti non sono attrezzati a dare risposte e neppure, per proprie caratteristiche, sono in grado di assumerli. Il sindaco, in sostanza, non potrà mai avere funzioni prefettizie. Per il resto invece il decreto dovrà specificare meglio i tempi, le funzioni, le tipologie di intervento, anche per la Polizia Municipale.

La Polizia Municipale è l'unica che dipende direttamente dall'Amministrazione Comunale ed è vista dai cittadini cometa forza più vicina,soprattutto nelle piccole realtà come Siena, anche per risolvere problemi non direttamente collegati con la sicurezza. Secondo Lei anche per la Polizia Municipale senese è arrivato il momento di un impegno più diretto per garantire la sicurezza dei cittadini?

L'impegno della Polizia Municipale è da sempre chiaro e trasparente. Così come un sindaco non è un prefetto un vigile urbano non è un poliziotto. Ognuno deve avere campi distinti di operazione purché coordinandosi assieme. È pronto il Protocollo sulla Sicurezza che ha già ricevuto il parere positivo del Ministero dell'Interno e che sarà firmato nei prossimi giorni e da poco abbiamo esteso l'orario di servizio dei Vigili Urbani, che in alcune giornate è stato prorogato fino alle 4 della mattina. Nel protocollo sono distinti i compiti ed il raggio di azione delle due diverse istituzioni. Io per Siena non vedo un futuro con vigili in veste di sceriffi e credo che non sia questa la soluzione per nessuna città. Proprio perché il vigile urbano è vicino ai cittadini e svolge anche attività amministrativa e di controllo è giusto non dargli altre mansioni, e mantenerlo come un punto di riferimento per i cittadini ed un efficace strumento di controllo sociale per l'amministrazione

 

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