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Come sempre, anche
stasera, prima di montare in servizio ripeti
quei gesti consueti ormai automatici, messi in
atto un’infinità di volte tanto da diventare
quasi un rito: saluti il collega, uno sguardo
all’ordine di servizio, prendi la pistola dalla
celletta, carichi il materiale e via si parte.
Dopo aver dato l’uscita via radio ti accorgi
però che questa non è una sera come tutte le
altre, sarà per le luci scintillanti (quest’anno
in realtà poche, la crisi non ha salvato neanche
loro) che fanno brillare la città, sarà l’odore
inebriante di arrosto o forse sarà perché le
strade sono ormai deserte dopo essere state
prese d’assalto fino a qualche ora prima per i
regali dell’ultimo minuto. L’ultimo negoziante
si accinge frettoloso ad abbassare la
saracinesca, ti fermi, tiri giù il finestrino,
chiedi se va tutto bene e lui trova il tempo di
farti gli auguri e lamentarsi per gli affari un
po’ scarsi di quest’anno nonostante sia
impaziente di raggiungere i familiari ormai già
riuniti intorno alla tavola imbandita. Già i
familiari, gli affetti… e ti ricordi allora che
è la vigilia di Natale che vorresti passarla in
compagnia di altri anziché del collega che
nonostante sia un bravo ragazzo, nonostante
siate amici, non può sostituirsi a chi ti porta
nel cuore malgrado sia a centinaia di chilometri
di distanza. Tiri su le spalle e pensi: “sarà
per il prossimo anno” tanto nel 2009 ci saranno
i trasferimenti (ma non dovevano esserci a
Settembre poi ad Ottobre ed infine a
Dicembre….?). La radio gracchia e ti distoglie
miracolosamente da pensieri che si stavano
facendo sempre più opprimenti: vi dovete portare
su un incidente la Municipale non c’e’ e i
Carabinieri sono impegnati in altro
intervento…ma non avevamo detto che era una sera
diversa dalle altre? Si, è una sera diversa ma è
la strada che è la stessa di sempre non conosce
né Natale né Capodanno, la strada rimane il
posto dove lavora tanta gente, dove passa la
vita di una popolazione dove, purtroppo, è
facile piangere come sorridere. Fortunatamente
nulla di grave i conducenti, ricordandosi che la
vigilia di Natale bisogna essere tutti più
buoni, non accusano neanche il classico
fantomatico colpo di frusta e si risolve tutto
in poco tempo, fanno gli auguri, ringraziano e
ripartono. Concordi con il collega che è il
momento di un caffè ma visto che anche il solito
barrino ha le luci spente allora l’unica
soluzione è la macchinetta in Ufficio: rientri
offri il caffè al piantone che tira fuori un
panettone, mancherebbe solo un bicchiere di
spumante… pazienza sarà per il prossimo anno.
Buon Natale a tutti.
Danilo Eusepi
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