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L’ IMPORTANZA DELLE TECNICHE DI
DIFESA PERSONALE NELLA PROFESSIONE DEL POLIZIOTTO. |
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Esordisco nel ruolo di scrittore con questo articolo
parlando di quante volte un operatore di Polizia, sia
esso componente dell’unità operativa automontata
“Volante”, sia “uomo civetta” della pattuglia di P.G. ,
sia semplicemente il collega dell’ “ Amministrativa “
comandato in servizio domenicale di O.P., si possa
essere venuto a trovare in situazioni a dir poco
spiacevoli dove, suo malgrado, è stato costretto ad
usare “la forza” nei confronti di qualche personaggio un
pochino agitato!!!... ed ammettendo poi che la reazione
del collega, la tempistica di intervento e le modalità
siano state efficaci nel risolvere il problema che si
era palesato, chiedersi se si sia stati fortunati o meno
appare piuttosto scontato.
Probabilmente, nell’esprimere certe affermazioni, posso
seriamente rischiare di essere appellato come uomo
pessimista o denigratore che anche in situazioni
scomode, che poi volgono a nostro favore, imputa la
riuscita dell’intervento ad una buona dose di fortuna
anzichè alle capacità personali proprie di ogni
operatore di sicurezza.
La
realtà, di fatto a mio parere, sta un pò in mezzo a
tutte e due le cose, nel senso che in quasi 17 anni di
servizio, di cui almeno 12 passati in volante, di
occasioni dove intervenire con decisione utilizzando
anche metodi “poco ortodossi”, personalmente, me ne sono
capitate diverse. Mi ricordo ancora a tal proposito ogni
dettaglio di quando, in servizio di controllo del
territorio , il 2 novembre del 2001 fummo chiamati dal
gestore di un bar nel centro di Poggibonsi che aveva
problemi con un cittadino straniero in stato di
agitazione!! ...sul posto, con il collega, ci trovammo
di fronte un bestione di 1,90 m, noto rissaiolo locale,
ex buttafuori , un pò “ alticcio”, con una brava
bottiglia di CERES in mano e soprattutto parecchio
“dispiaciuto” nell’averci visto arrivare!!!... Ebbene,
per farla corta, le cose presero una brutta piega poichè
il signore non era tanto convinto di darsi una calmata,
farsi identificare e ritornare da dove era venuto tanto
che cominciò ad agitare pesantemente le mani sia nei
nostri confronti , sia nei confronti di due colleghi
dell’arma che ci avevano raggiunto successivamente.
Facemmo parecchia fatica a tenerlo bloccato e così ,
dopo aver fatto due conti e soprattutto dopo aver
appurato che il tedesco, questa era la sua nazionalità,
aveva intenzione di carezzarmi sulla fronte dopo aver
carezzato gli altri operatori decisi di anticipare le
sue mosse e con un bel diretto destro preciso alla
mascella lo feci “ cappottare “ sul cofano della Marea
di servizio e quindi atterrare al suolo in modo
scomposto!!!...chiaro fu che poi gli facemmo provare il
nuovo modello di bracciali “CARTIER” in dotazione alla
Polizia di Stato!!!
Questa lunga premessa, farcita fondamentalmente di bei
ricordi (Visto come andarono le cose!!!) , mi permette
di sottolineare il fatto che e’ fondamentale, che ogni
operatore di Polizia sia in possesso di nozioni base di
pratica e reale autodifesa per non dire “fighting” vero
e proprio. |
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Ognuno di noi, durante i corsi di formazione che abbiamo
frequentato negli anni di servizio, ha avuto modo di
verificare su cosa si essi si basino e sulla effettiva
applicazione che trovano specialmente le tecniche di
difesa personale che ci vengono impartite dai
validissimi Istruttori della Polizia di Stato,
istruttori che solitamente arrivano alla qualifica dopo
anni trascorsi in carriere votate all’agonismo con
eccellenti risultati sportivi e che quindi sono in
possesso di esperienza e qualità da vendere, ma che
devono comunque attenersi a delle direttive di
insegnamento che poco spazio lasciano all’applicazione
su strada. Nessuno me ne voglia , non stò assolutamente
avanzando o muovendo critiche nei confronti di niente e
nessuno, ma credo di avere l’esperienza necessaria e
l’obiettività per poter sollevare un dibattito
necessario, attuale e spero anche costruttivo. Mi rendo
conto, essendo anche un Istruttore di Tecniche Operative
ed avendo avuto il privilegio di addestrarmi per tre
mesi con un team di Istruttori tra i migliori che la
Polizia annovera all’interno della Struttura di Nettuno,
che i protocolli di insegnamento che vengono disposti ed
applicati in ambito formativo, qualsiasi sia la
qualifica da ottenere, poi di fatto, in circostanze
reali dove il sangue scorre a mille dentro le vene e
dove chi abbiamo di fronte non mostra intenzione alcuna
di assecondare le nostre richieste, tutto quello che
abbiamo imparato o che credevamo di aver fatto, di colpo
svanisce e ci si trova a fronteggiare una situazione
che non avevamo preveduto e che il più delle volte ci
trova decisamente spiazzati, situazione dove
l’adrenalina e l’iper ventilazione la fanno da
padroni…..
Dall’età di 13 anni ho iniziato la pratica di arti
marziali , dapprima con il Judo, che mio zio poliziotto
insegnava vicino casa (e’ stata comunque una breve
esperienza dato che non ho gradito troppo la materia!!),
per proseguire poi con il Karate che di fatto ho
praticato per diversi anni ottenendo anche degli ottimi
risultati a livello agonistico, per arrivare ai giorni
d’oggi dove mi dedico completamente alla diffusione
della disciplina concepita, ideata e sviluppata dal
grande Bruce Lee circa tre decenni or sono: il Jeet Kune
Do (L’arte di intercettare il Pugno), arricchito nel
tempo dal Kali Esprima Filippino, per il quale ho
ottenuto la qualifica di Istruttore di 1° livello nel
2005; in mezzo a tutto questo ho apprezzato ed appreso
principi e tecniche anche di altre discipline come la
Kick – Thay boxing della quale sono Istruttore, la Sanda
o boxe cinese ed il pugilato occidentale che ho
praticato per circa due anni; attualmente sono anche
impegnato nell’apprendere una nuova disciplina
denominata “HASHITA”, per la quale mi sono diplomato
Instructor nel Settembre scorso e che integra, nel suo
protocollo di apprendimento, tecniche di offesa derivate
dai concetti militari diffusi ed applicati in Israele
dai Corpi Militari specializzati.
Quindi diciamo che in linea di massima in questi anni mi
sono fatto una buona cultura sulle arti marziali e sugli
sport da combattimento, cultura che ho cercato di
approfondire andando anche a combattere in giro per
tutto il centro Italia ottenendo su 6 incontri di MMA
(Arti marziali miste), 5 vittorie ed una sconfitta ai
punti.
Questo mio breve articolo non vuole indurre certamente i
colleghi a prendere a pugni in mezzo alla strada tutti
coloro che non rispettino le nostre direttive o i nostri
ordinativi ma vuole semplicemente sensibilizzare quella
parte di comunità della Polizia di Stato che non l’abbia
già fatto, ad avvicinarsi all’universo della difesa
personale o a quello più profondo delle arti marziali
tradizionali o degli sport da combattimento moderni. Le
tecniche di difesa personale che ci sono state trasmesse
durante i corsi di formazione e che la maggior parte di
noi ad oggi ha dimenticato per ovvi motivi dovranno
comunque integrarsi con un bagaglio personale che dovrà
riguardare non solo l’aspetto tecnico ma anche quello
agonistico e dinamico, e che dovrebbe permetterci di
acquisire quelle capacità operative plasmabili alle
situazioni più disparate dove, a causa dell’alta
percentuale di rischio, non sarà consigliabile
intervenire contro un tedesco di 100 kg cercando di
abbatterlo con una leva articolare al braccio. Come dico
sempre ai miei allievi, il mio primo obiettivo è quello
di cambiare loro la mentalità e non di farli diventare
nel giro di pochi mesi delle macchine da guerra, anche
perché sarebbe impossibile, di variare i loro tempi e le
loro modalità di intervento in casi di urgenza e
pericolo, mettendo il mio bagaglio professionale del
quale sono in possesso oggi e quello che spero di
arricchire domani nel corso di anni di allenamenti,
sacrifici e studi a loro completa disposizione….senza
limiti…e senza rimpianti.
Assistente Capo della Polizia di
Stato
PUGLIESI Simone
Maestro Istruttore metodo U.K.S.
Istruttore Jeet kune Do
Istruttore Difesa Personale
Istruttore Kickboxing
Istruttore Vale Tudo Free Fight
Istruttore Israelian Hashita Close
Combat |
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