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LEONARDO FIORE

Esponente della “Lista civica Insieme per Colle” e membro del consiglio comunale della città di Colle di Val d’Elsa.

 

Consigliere Fiore; ci racconti brevemente la genesi del comitato “Giù le mani dal parco”.

Il Comitato nasce nel mese di gennaio del 2004, all’indomani della presa di conoscenza che il giorno 30 dicembre 2003 il Consiglio Comunale aveva concesso alla c.d. comunità dei musulmani di Siena e Provincia il terreno su cui costruire il nuovo centro islamico di Colle Val d’Elsa, esattamente all’interno del Parco di San Lazzaro alla Badia, a ridosso delle abitazioni e su un “fazzoletto” di verde ampio 5000 mq. Il Comitato intraprende nel corso di quell’anno diverse iniziative, prima tra tutte la raccolta delle oltre 4000 firme su tutto il territorio colligiano, firme che vennero raccolte bussando casa per casa, petizione alla quale la precedente amministrazione comunale non diede alcun minimo rilievo. Stiamo parlando del 25% circa della popolazione elettrice di Colle Val d’Elsa. Il precedente Sindaco così come l’attuale hanno letteralmente ignorato la manifestazione di contrarietà dei propri cittadini che non manifestavano attraverso la loro firma contro la costruzione del centro islamico in sé, bensì contro la costruzione di una simile colosso a ridosso delle abitazioni in una zona adibita sino a poco tempo prima a parco verde, nella illogica convinzione di favorire il percorso della integrazione tra i cittadini musulmani e quelli del luogo.

Ad un certo punto il comitato si è trasformato in un vero e proprio partito. Con quali obiettivi?

La nascita della Lista Civica “Insieme per Colle”, quale Lista trasversale e non partitica ebbe nelle sue radici la costruzione della moschea quale pretesto, ma invero più in profondità vi erano e vi sono ancora delle motivazioni ben più solide che di fatto fanno della Lista Civica una realtà ben saldamente presente e attiva sul territorio di Colle. Infatti, contrariamente a quanto si vocifera, la Lista Civica ha ottenuto in questi anni numerosissimi consensi ed adesioni da parte di tutti quei cittadini colligiani che non si vedono più rappresentati dall’attuale amministrazione comunale e che non accettano più questo modo di amministrare e di gestire la città da parte dei nostri governanti locali. In particolare, come per la costruzione del nuovo centro islamico così anche nell’ambito di altre tematiche si assiste purtroppo a misure e ad adozioni di provvedimenti che costringono il cittadino ad accettare dinanzi al fatto compiuto.

 

A che punto sono i lavori della moschea?

Attualmente i lavori al cantiere per la costruzione del centro islamico sono interrotti dal mese di settembre del 2007. Le motivazioni dono diverse: una tra tutte il sequestro preventivo quale misura cautelare convalidata dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Siena, a fronte della richiesta da parte del Pubblico Ministero della Procura in loco. Il sequestro vede coinvolta parte del seminterrato della moschea, nel quale sono state rinvenute delle stanze segrete, non previste nel progetto originario. Non solo, ma tale interruzione sembra debba essere attribuita anche alla mancanza di fondi che la comunità dei musulmani ha iniziato a lamentare: è notizia di qualche tempo fa che solo adesso, stiamo parlando del 2008, la Comunità dei Musulmani ha provveduto al pagamento dei canoni di affitto del terreno al nostro Comune per gli anni 2006 e 2007. Infine, la Procura di Siena ha notificato 4 avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad alcuni protagonisti della costruzione della nuova moschea, contestando il reato di abuso edilizio. Queste precisazioni sono essenziali, visto che la nostra amministrazione, nella persona del nostro sindaco, ha sempre usato parole quali “trasparenza”, “chiarezza”, “rispetto delle norme e delle leggi”. Non occorrono molti altri commenti in proposito: la vicenda moschea stona purtroppo con tali espressioni che, nostro malgrado, auspichiamo sempre ma che, invero nella presente vicenda sono mancate.

Quali sono le iniziative che avete intenzione di intraprendere nei prossimi mesi?

Al momento non sono in programma particolari iniziative da parte del nostro gruppo. Continua l’attività consiliare da parte mia e dell’altro consigliere comunale nella sede del Palazzo Comunale. Inoltre il Comitato mantiene vivo e attivo il presidio dinanzi al cantiere della moschea. Attendiamo l’inizio dei lavori che come abbiamo sinora fatto monitoreremo compatibilmente con le nostre possibilità, fornendo alle Autorità Competenti ogni informazione utile, laddove riterremo che si stiano verificando delle irregolarità come avvenuto nei mesi passati.

Ritenete che questo luogo di culto possa influire negativamente sulle problematiche legate all’ordine pubblico, in una zona come la Val D’Elsa , che sta subendo un aumento della criminalità?

Il timore vero che, non solo noi abbiamo ma che gran parte della cittadinanza colligiana manifesta, è rappresentato dalla eventuale e non poco probabile difficoltà del nostro territorio ad accogliere il gran numero di cittadini musulmani che si riverseranno nella nostra città e nei comuni limitrofi. Dobbiamo fare i conti con cittadine quali la nostra, Poggibonsi e le altre circostanti che non sono alla pari delle grandi realtà metropolitane quali Roma, Milano, Torino o Bologna, dove gli insediamenti dei cittadini musulmani sono ingenti e dove, tuttavia sono forti le difficoltà a gestire tali realtà. La realtà valdelsana in particolare manifesta grosse difficoltà: gli stessi musulmani che vi risiedono hanno problemi di casa, per eccessivi prezzi nell’affitto e per sovraffollamenti. Ed infine, è di pochi giorni fa la vicenda tragica della morte del cittadino albanese, colpito a morte nel corso di una sparatoria con la Forze dell’Ordine di Colle. Il fenomeno della criminalità è indubbiamente vivo nel nostro comune e certamente realizzare una struttura ingente quale la nuova moschea non può non creare dei dubbi sull’aumento incontrollato di cittadini extracomunitari che si riverseranno sul nostro territorio.

Il sindaco Brogioni in una recente intervista al nostro giornale, si è mostrato convinto del fatto che la moschea possa favorire l’integrazione dei cittadini stranieri di religione islamica. Qual è la vostra opinione in merito?

Il nostro Sindaco ritiene che costruire un edificio di 1000 mq complessivi a ridosso di abitazioni, favorirà l’integrazione tra chi lo frequenterà e chi vive nelle case prossime alla moschea. In realtà l’integrazione non si incentiva con queste misure drastiche e di ingenti dimensioni. L’integrazione si costruisce dal basso, a partire dalla scuole dove ancora oggi tantissimi sono i bambini stranieri che non riescono a parlare la lingua italiana ed il motivo purtroppo è da attribuire spesso alle famiglie dei bimbi stessi che non comprendono l’essenziale necessità di parlare la lingua italiana con i loro figli anche in casa. Molti sono gli stranieri senza un lavoro regolare o che vivono in sovraffollamento nelle case: questi non sono segnali di integrazione, ma al contrario di forte separazione. I flussi migratori che dobbiamo aspettarci saranno ingenti: dobbiamo cercare di limitare l’adozione di misure che ne favoriscano l’ingresso incontrollato. E la costruzione di una moschea di tali dimensioni rappresenta una scelta rischiosa: non può più dirsi sufficiente l’aver messo una firma ad un foglio di carta, ovvero il Protocollo di Intesa, dove si garantiva la trasparenza e la chiarezza per dirsi tranquilli, laddove poi il Tribunale di Poggibonsi dovrà giudicare su di un abuso edilizio commesso nella costruzione del centro islamico, perché si presumono violate le norme della legge italiana.

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