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GOVERNINCONTRA A SIENA

La manifestazione del 23 novembre 2009 “Governincontra”. Tanti interrogativi e nodi da sciogliere sulla questione sicurezza a Siena. Un’occasione perduta.

a cura di Piero Di Lorenzo

 
Il 23 novembre 2009, si è tenuto, a Siena, nella bellissima cornice del teatro dei Rinnovati, il cosiddetto “governincontra”, una sorta di convegno itinerante organizzato, per l’appunto dalla Presidenza del Consiglio. Questa manifestazione, si propone, nelle intenzioni del Governo, di incontrare le autorità locali e i cittadini per un confronto su varie questioni, l’andamento dell’economia, la sicurezza, la scuola e altre problematiche aventi rilevanza più o meno significativa. La redazione de “L’Alfiere”, in quanto legata ad un sindacato di Polizia, ha mostrato il massimo interesse per la manifestazione, con particolare riferimento alla questione “sicurezza”. L’intervento del Sottosegretario all’Interno, Francesco Nitto Palma, è stato seguito con la massima attenzione. Si è dovuto rilevare, purtroppo, una notevole delusione per un discorso prevalentemente incentrato sui successi, in tema di sicurezza, dell’attuale esecutivo. Naturalmente, il relatore, si è limitato a descrivere una situazione di carattere generale. Episodi, cioè, che hanno riguardato e riguardano la totalità del Paese. Fermo restando che i successi in questione sono stati raccolti grazie al sacrificio delle Forze di Polizia che, tra mille difficoltà a tutti oramai note, legate alla mancanza di fondi, alla mancanza di personale, alla mancanza di mezzi e strutture, alla mancanza di energie economiche che possano, una volta per tutte, garantire un aumento dignitoso agli stipendi, continuano, indefessamente, ad espletare il loro straordinario lavoro, con volontà e dedizione. Ha dimenticato, il Sottosegretario, di essere a Siena. Ci si aspettava, difatti, una analisi
più approfondita delle problematiche connesse alla sicurezza e all’ordine pubblico, strettamente legate al territorio. Nulla di tutto questo. Abbiamo sentito parlare degli sbarchi di cittadini stranieri clandestini in Sicilia e dei relativi respingimenti. Abbiamo sentito parlare degli arresti eccellenti effettuati dalle Forze dell’ordine in Sicilia e in Campania, in danno di mafiosi e camorristi ed altro ancora che nulla aveva a che fare con la nostra Provincia. Nessun richiamo alla situazione critica in cui versa, dal punto di vista dell’ordine pubblico, la Val d’Elsa, una zona che, negli ultimi tempi, è al centro di forti preoccupazioni da parte delle Forze dell’Ordine, per la costante presenza di cittadini stranieri clandestini e per lo spaccio di sostanze stupefacenti. Nessun riferimento all’Ateneo senese, prestigiosa Università sull’orlo del fallimento. Avremmo voluto ascoltare qualche parola sull’azienda agricola sequestrata alla mafia, tempo fa, nel Comune di Monteroni d’Arbia: settecento ettari di terreno, un complesso che vale circa 25 milioni di euro. Il Governo vuole metterla all’asta dando, quindi, alla mafia, la possibilità di tornarne in possesso con mezzi più che leciti. L’Amministrazione comunale, al contrario, sarebbe disposta a farsene carico, con l’ausilio della Regione Toscana e dell’Amministrazione Provinciale. Nessun riferimento alle pessime condizioni in cui versa la Polizia di Stato a Siena che, tra grandi sacrifici, riesce ancora a far fronte, con la disponibilità dei soliti noti, alle continue esigenze dettate dall’ordine pubblico. Una squadra di calcio in serie A. Un team di basket tra i più forti in Europa e, in più, la quotidiana attività di contrasto della criminalità, non solo nella città di Siena ma in tutta la Provincia. Nonostante ciò, le risorse umane sono, da anni, sempre le stesse. Una parola di conforto e di speranza. Insomma una qualche forma di rassicurazione circa un miglioramento, nella provincia, della istituzione Polizia di Stato, sarebbe stata certamente gradita. Evidentemente ci siamo sbagliati. Non erano interlocutori ma soltanto comizianti.

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