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LA LIVELLA

 

Una livella, così Totò definisce la morte in una sua celebre poesia per sottolineare il concetto che, davanti ad essa, siamo tutti uguali. Sembra un principio inconfutabile, la scoperta dell’acqua calda, ed in effetti è così fin quando… fin quando non riguarda i poliziotti. Il fatto che non sia stata data notizia della tragica scomparsa di un collega della stradale, pochi giorni fa, mentre rilevava un incidente su una strada provinciale Pugliese, fa riflettere. A chi interessa se un poliziotto muore mentre fa il suo lavoro? Del resto alle macchine ciniche, calcolatrici e inflessibili della televisione, dei giornali e della politica  interessa solo lo spettacolo. Si parla di caduti sul lavoro solo per altre categorie, per quanto riguarda i poliziotti invece, le morti bianche degne di nota sono solo quelle che hanno uno stadio come sfondo. 

Tutto ciò perché l’importante non è la notizia del tragico evento ma il contesto e la cornice mediatica in cui si inserisce e che amplifica spettacolarizzando tutto. Perché un operaio che cade da un’impalcatura, soffoca in una cisterna che emana esalazioni fatali, che perde la vita in una fabbrica che esplode fa giustamente tanto clamore mentre un poliziotto  investito, scivolato da un tetto o da un argine di un fiume in piena per braccare un delinquente o schiantatosi con un elicottero viene dimenticato dalla cronaca?

Semplicemente perché un dipendente pubblico, un tutore della legge che mette la propria vita al servizio dello Stato e del cittadino per garantire quella sicurezza tanto decantata e voluta da tutte le forze politiche, deve mettere in conto di poter morire per 1200 euro al mese ma soprattutto, ed è quel che è peggio, perché quell’appartenente alle forze dell’ordine non viene considerato dall’opinione pubblica un LAVORATORE.

Si perché i poliziotti sono lavoratori, che svolgono una professione particolare, delicata, rischiosa e con mille altre caratteristiche ma che è pur sempre un lavoro. Ma affinchè ciò sia chiaro a tutti ovvero per equiparare il lavoro di poliziotto a tutti gli altri  c’e’ ancora tanto da fare. Nel frattempo ci si potrebbe accontentare se almeno i morti della Polizia avessero la stessa considerazione di quelli di tutte le altre categorie perché come dice Totò “A morte ‘o ssaje ched”e?…è una livella”.

Danilo Eusepi

 

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