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LA SICUREZZA IN UN MONDO DI ORDINARIA FOLLIA

 
La parola SICUREZZA è senza dubbio il “ lietmotiv” dell’anno appena trascorso. Anno di peranze, di aspettative tradite, di profonda riflessione da parte di chi, sull’onda dell’entusiasmo e di una rinnovata fiducia, aveva voluto credere utopicamente che per una volta le parole potessero essere tradotte in fatti. Ed i fatti non sono mancati. E’ un fatto che gli stanziamenti per la sicurezza siano stati ridotti, nonostante il sottosegretario al ministero degli Interni continui a sostenere il contrario affermando che non vi era stato alcun taglio bensì un incremento. Noi che non solo ci occupiamo di sicurezza ma viviamo di essa, sappiamo bene che i tagli ci sono stati e sappiamo anche a quanto ammontano … Ci fa sorridere, ma non per la gioia, chi sostiene che è necessaria ed utile la presenza dei militari nelle città italiane, militari che non hanno, ad oggi, ne funzioni di Polizia Giudiziaria, ne di Pubblica sicurezza. Ragazzi, uomini che non hanno nemmeno i requisiti per intervenire a reprimere un aggressione o per effettuare un arresto. Ciò che molti di noi si chiedono è a cosa serva inviare centinaia di militari a compiere un servizio che non hanno la qualifica per svolgere ? E soprattutto, in un momento di grave crisi economica come questa , quanto costi a noi cittadini Italiani ?
Sull’onda delle recenti e numerose aggressioni sessuali che hanno scosso profondamente le coscienze e hanno fatto innalzare in maniera esponenziale l’allarme sociale in materia di sicurezza, si inseriscono le novità introdotte dal “Pacchetto Sicurezza” licenziato il 5 di febbraio al Senato e ora alla Camera. Tra le novità introdotte figura la liberalizzazione della vendita di Spray urticanti non chimici. A questo proposito giova precisare che ad oggi ci sono 4 prodotti per la difesa personale di cui è consentita la vendita, in quanto la Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi, di cui all’art.6 della Legge 18 aprile 1975, n.110, ha espresso il parere, condiviso dal Ministero dell’Interno che essi, in ragione del modesto contenuto di sostanza attiva (estratto di frutti di capsicum), non abbiano attitudine a recare offesa alla persona, qualificandoli, quindi, “non armi” e ritenendone possibile la libera vendita e circolazione: PENNA SAFEGUARD – S, provvedimento del Ministero dell’interno n. 559/C-50.005-A-77(98) del 9/1/1998; Portachiavi KEY DEFENDER ,provvedimento del Ministero dell’Interno n. 559/C.50.047-E-98 del 25 giugno 1998. PALM DEFENDER, provvedimento del Ministero dell’Interno n. 557/Pas-50.804/C/07 del 03/11/2008. Ciò che deve farci riflettere non è la possibilità di acquistare questi prodotti , ma il fatto che la gente, anche nella nostra provincia, senta l’esigenza di farlo. Passeggiando per le vie di questa vecchia signora, Siena, è difficile immaginare che tra questo infinito dedalo di vicoli e violetti possa avere luogo un reato, eppure accade. Accade che non si possano più lasciare le chiavi nella porta di casa e che non ci si senta sicuri quando la notte avvolge queste antiche mura e le voci dei passanti diventano sussurri. Accade di non sapere chi abita al piano di sopra e di non scambiare con i nostri vicini nemmeno una parola o uno sguardo. Accade che ci si senta soli davanti ai monitor di un P.C., ad una TV o ad una console della WII o della PLAY. Accade che ci si conosca sempre meno e sempre più superficialmente, tanto da non sapere chi siano veramente le persone con cui diciamo di essere amici. Alla ricerca dello sballo, dell’adrenalina, dello Scoop su YOUTUBE, della notorietà e dell’affermazione tra coetanei, (perché se non appari non esisti), ci si da fuoco, o si da fuoco ad un barbone, ci si riprende mentre si lancia l’autovettura a velocità folle, si stupra, si ruba, si devastano scuole e beni pubblici .. ed ancora ci si ubriaca, ci si impasticca senza mai pensare alle conseguenze che tali atti possano avere sulla propria vita e su quella degli altri. Da più parti si lamenta una scarsa presenza delle Forza dell’ordine sul territorio, troppo spesso si sente dire ma la polizia dov’è. La Polizia può impedire che un reato si compia o può reprimerlo arrestando gli autori, ma non può intervenire sulle coscienze, sui valori, sui principi di ognuno di noi. Quei valori basilari che non permetterebbero ad un individuo di compiere uno stupro, di dare fuoco ad un barbone, ne tantomeno di torturare un coetaneo fisicamente o psicologicamente e tutto questo per il puro gusto di farlo.

Dominetta Ceccherini

 

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