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INTERVISTA ALL'ONOREVOLE MANTOVANO

Sottosegretario con delega alla Pubblica Sicurezza

 

On. Mantovano; tagli alle forze di polizia, personale sempre più ridotto causa, anche, l’assenza di concorsi. Ci si può aspettare nei prossimi mesi, una maggiore attenzione da parte del Governo?

La riduzione generale della spesa pubblica è una necessità per tutti. Nel decreto fiscale vi è però la previsione di un fondo speciale per la sicurezza, alimentato dai proventi dei beni confiscati alla criminalità mafiosa. E’ in corso la quantificazione delle risorse disponibili, che andranno certamente oltre l’entità dei tagli. Garantisco inoltre l’impegno mio personale e del Ministro Maroni affinché non si incida, nel periodo transitorio, sui settori della operativita' e del trattamento retributivo del personale. E’ inoltre in corso lo studio per rivedere sia la struttura della legge di riforma della polizia, con particolare riguardo ad una valutazione di congruita' delle funzioni e delle competenze oggi esistenti, sia della rivisitazione degli organici stabiliti con un decreto del 1989, mentre è già all’esame delle Commissioni parlamentari il riordino delle carriere. Ritengo inoltre estremamente positivo il riconoscimento della specificità da parte dell’Aula della Camera, qualche settimana fa.

 

C’è molta preoccupazione anche per la particolare attenzione, da parte del governo, sull’uso dei militari in compiti tradizionalmente riservati alla Polizia. Che ne pensa?

Dati aggiornati al 26 ottobre, segnalano che, rispetto alla quota distribuita sull'intero territorio nazionale dei 3.000 militari, grazie esclusivamente al loro contributo sono state identificate 79.880 persone (di cui 22.038 stranieri), 265 sono state denunciate e in stato di arresto (di cui 182 stranieri) e sono stati sequestrati oltre quattro chili di sostanza stupefacente di vario tipo. So bene che la sostanza stupefacente sequestrata in operazioni antidroga ordinariamente è superiore, ma se questo quantitativo è l'esito del lavoro dei militari, significa che c'è una presenza capillare sul territorio. Credo che egualmente interessante sia il primo bilancio del lavoro svolto dal 4 al 26 ottobre 2008 dai 500 militari inviati in Provincia di Caserta: 16.471 persone identificate (stiamo parlando soltanto del territorio di una Provincia italiana), 61 denunciate e in stato di arresto (di cui 13 stranieri) e lascio perdere la statistica relativa a tutto il resto (armi sequestrate, patenti di guida ritirate, eccetera). L’azione di governo in zone difficili non ha visto disporre soltanto l'invio dei militari. Nel casertano, a maggio è stata istituita a Castel Volturno una sezione apposita di squadra mobile; non un commissariato che, come ben sanno gli addetti ai lavori, avrebbe costretto a impiegare una parte significativa della forza per compiti amministrativi e di mantenimento, ma una sezione di squadra mobile, avente per oggetto (e i risultati si vedono) la cattura dei latitanti. Nel mese di settembre è stato disposto l'invio di 400 unità di forze di polizia ripartite tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza che stanno dando un contributo decisivo nella cattura dei latitanti: non si contano le operazioni, non soltanto di arresto di personaggi raggiunti da provvedimenti restrittivi, ma anche di sequestro di beni di provenienza mafiosa. La collaborazione tra forze di polizia e militari sti funzionando al meglio, nel rispetto delle reciproche competenze. Oggi, tra le forze di polizia vi è complessivamente un vuoto di organico di non meno di 25.000 unità. I 3.500 militari non colmano questo vuoto, ma rappresentano un utile contribuito soprattutto su alcuni fronti per i quali i militari possono svolgere, per funzioni di sicurezza, una parte sostitutiva rispetto alle Forze di polizia senza ledere nessun principio dell'ordinamento in materia.

Dedichiamo qualche minuto ad alcune problematiche legate al territorio senese. La costruzione della moschea a Colle Val D’elsa ha suscitato ( e suscita ancora) un certo clamore tra la popolazione locale, piuttosto preoccupata per gli effeti che un luogo di culto islamico potrebbe provocare. Come giudica questo progetto?

La costruzione di una moschea non è l’equivalente della costruzione di una chiesa per i cattolici. E’ qualcosa di più e di diverso. E’ un luogo di formazione e di aggregazione culturale e politica, quando va bene… spesso però è qualcosa di più come recenti indagini hanno dimostrato. Altrettanto peculiare è poi la figura dell’imam. Comportamenti di incitamento all’odio religioso mai sarebbero consentiti ad un parroco. Credo pertanto che lo stesso metodo che useremmo nei confronti di un sacerdote cattolico vada applicato a nelle moschee o altrove  predichi il Jihad.

Il governo ha davvero l’intenzione di regolamentare la costruzione delle moschee sul territorio nazionale?

In Parlamento vi è una proposta di legge della Lega Nord che punta a introdurre nuove norme in merito alla costruzione di moschee. E’ una questione di estrema delicatezza, che va seguita con equilibrio.

Anche la realtà senese sta subendo una recrudescenza del fenomeno criminale. Inoltre si sta registrando un aumento delle problematiche legate all’ordine pubblico alimentato soprattutto dalla partecipazione di due squadre della massima divisione del calcio e del basket. Sono condizioni queste che costringono l’esiguo numero di appartenenti delle forze dell’ordine a fare salti mortali per tutelare al meglio i cittadini e garantire la massima tranquillità durante le manifestazioni sportive. Non  crede che il territorio senese meriti maggiore attenzione a livello centrale? Non ritiene che sia giunto il momento di potenziare l’organico delle forze dell’ordine?

Condivido le preoccupazioni, ma assicura che l’impegno del Governo nei confronti del territorio senese non manca: a tal proposito segnalo la recente firma del protocollo tra l’ufficio territoriale del Governo e Comune di Siena volto ad incrementare la collaborazione interistituzionale tra forze dell’ordine e polizia municipale, volto a rafforzare la percezione di sicurezza dei cittadini nell’assoluta chiarezza delle specifiche competenze e responsabilità. La recente autorizzazione all’ assunzione per oltre 1500 unità di personale di polizia (DPR 26.6.2008, DPCM 23.6.2008), unitamente  all’assunzione di altri 327 agenti destinati al potenziamento dell’impiego del “ poliziotto di quartiere” contribuirà ad alleggerire il lavoro delle forze dell’ordine attualmente impegnate nel senese.

 

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