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FRANCO NOBILE |
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Vaccinarsi. si
o no? |
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Anche nel nostro Paese aumentano sempre più le persone che
esprimono dubbi e perplessità sulla pratica delle
vaccinazioni e sull’innocuità delle stesse componenti
dei vaccini. Negli ultimi anni pure in Italia sono nate
diverse associazioni (come CONDAV, PROMISELAND, COMILVA,
CORVELVA, VACCINET WORK, ecc consultabili su Internet)
accomunate dalla denuncia degli effetti avversi causati
alla nostra salute dalle vaccinazioni e dalla necessità
di abolirne l’obbligatorietà: come hanno già cominciato
a fare Bolzano, il Veneto e il Piemonte. Fra l’altro
ricordiamo che la legge n. 210 del 1992 rende
obbligatoria la denuncia alle ASL dei danni da vaccini
nonché il loro risarcimento da parte dello Stato. Per
cercar di fornire ai nostri lettori qualche chiarimento
presso fonti di comprovata attendibilità scientifica, ci
siamo rivolti al prof. Franco Nobile, presidente di
Legatumori Senese che da tempo sta studiando queste
problematiche. Infatti il gruppo di lavoro da lui
diretto, dopo aver assolto l’Uranio Impoverito come
colpevole delle pato l o g i e riscontrate nei militari,
ha iniziato ad indagare proprio sulle vaccinazioni
ripetutamente effettuate specie in occasione delle
missioni all’estero. -E’ stato ormai inconfutabilmente
accertato che tutte le vaccinazioni provocano turbamenti
dei nostri poteri immunitari di difesa – ci ha
dichiarato il prof. Nobile – che, a seconda della
sensibilità individuale, possono andare dalla loro
diminuzione fino alla loro più o meno temporanea
soppressione, spalancando le porte del nostro organismo
alle malattie. Come ho sostenuto nella mia audizione del
28.07.2007 alla Commissione Parlamentare di Inchiesta al
Senato, mi preme sottolineare con forza gli innegabili
ed enormi progressi compiuti contro le malattie
infettive dopo la scoperta delle |
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vaccinazioni, il cui fine u l t i m o è l’eradicazione
di malattie devastanti come il vaiolo e la polio, mentre
quello intermedio è la loro prevenzione, individuale e/o
di intere popolazioni. Come oncologo, non posso non
ricordare che proprio grazie ai vaccini dell’ultima
generazione, quelli cosiddetti personalizzati si vanno
profilando successi insperati nella terapia mirata di
tumori molto pericolosi, come il melanoma. Però diciamo
subito che, come per qualsiasi altro farmaco, occorre
distinguere tra i vaccini come tali dalle modalità con
cui vengono somministrati. Vediamo prima il vaccino come
farmaco. Dall’epoca delle scoperte di Jenner e di
Pasteur ad oggi il dibattito pro e contro la profilassi
vaccinale ha assunto dimensioni oceaniche, anzi
interplanetarie e non riteniamo che in questa sede sia
il caso di addentrarvisi. Pertanto consentitemi di dare
per scontata l’innocuità dei vaccini, anche se, in
verità, non lo sono con assoluta certezza. Basti
ricordare, per esempio, i sospetti avanzati
ricorrentemente sui vari componenti elencati nel
foglietto di accompagnamento (i cosiddetti “bugiardini”)
e che variano secondo le aziende: dagli antigeni vivi,
attenuati o uccisi, agli agenti coniugati, dai
conservanti e stabilizzanti, agli adiuvanti per i quali
per farli “adiuvare” di più e prolungare l’effetto si
ricorre a metalli pesanti come il mercurio (solo
l’Italia non l’ha ancora vietato) e l’alluminio,
pericolosi perché penetrano e si accumulano in ossa,
fegato, rene, sistema nervoso e grasso, alterando il
metabolismo e gli scambi energetici fino a provocare
malattie autoimmuni e malattie cronico-degenerative come
i tumori, l’autismo, la sclerosi multipla, il Parkinson,
l’Alzheimer. E’ necessario inoltre che le prescrizioni
circa le dosi di vaccino, le loro modalità e il loro
calendario di somministrazione siano osservate
rigorosamente perché si raggiunga un effetto valido.
Tali prescrizioni risultano determinanti per il successo
della vaccinazione o per il suo insuccesso, con relativi
danni alla salute come risulta dalla vastissima
casistica mondiale in proposito. Ad esempio perché in
USA le compagnie non assicurano più i danni da vaccini?
Probabilmente per mettere le mani avanti in vista di
eventuali conseguenze le stesse aziende produttrici di
vaccini dichiarano nei loro foglietti illustrativi di
non aver provveduto a testare e a valutare la potenziale
cancerogenicità dei vaccini ommercializzati. Le aziende
produttrici effettuano indagini a medio e a lungo
termine per sapere se i vaccini, che oggi sempre più
spesso vengono prodotti geneticamente modificati,
possono rappresentare una concausa per l’insorgenza di
talune patologie? Per tutti questi ed altri motivi, ci
sembrerebbe sensato e razionale applicare anche alle
vaccinazioni, il cosiddetto principio di precauzione”
come nel caso di altri agenti a sospetto rischio, come
le ondeelettromagnetiche. Invece, anche se segnalazioni
del genere si susseguono da parecchi decenni ancora non
vengono correlate fra loro, e non solo non vengono
svolti, ma neppure richiesti studi più approfonditi.
Anzi, a partire dagli anni ’90 questo genere di
pubblicazioni sembrerebbe in diminuzione come se nessuno
volesse assumersi la responsabilità di porre un così
tremendo interrogativo sulla consolidata (e
remunerativa) pratica delle vaccinazioni di massa,
civili e militari, dell’ordine di diversi miliardi di
dosi. Il prof. Nobile ha concluso auspicando che anche
la Regione Toscana, sempre così sensibile alla
democratica e responsabile difesa della salute, revochi
l’obbligatorietà delle vaccinazioni, come ormai avviene
in tutti i Paesi più evoluti, USA compresi |
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