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Sindacato
Italiano Unitario Lavoratori Polizia
Segreteria Regionale Toscana
“ESODO ESTIVO E PREVENZIONE:
NON BASTA IL GRATTA E VIVI!!”
In questi giorni, ma ormai
come tutto l’anno, è alta la discussione attorno al
problema delle stragi causate da incidenti stradali,
soprattutto in vista di esodi e contro esodi estivi.
La leggenda comune è quella con cui si esalta, con
cadenza periodica, un aumento consistente di pattuglie
della Polizia di Stato in tutte le arterie autostradali
d’Italia, soprattutto nei periodi di forte esodo estivo.
Questa estate abbiamo assistito anche al lancio
mediatico dell’operazione “Gratta e Vivi”, pubblicizzata
a gran voce quasi fosse la soluzione di ogni male
mentre, invece, passava inosservata l’estrema carenza di
organico di pattuglie sulle autostrade nazionali.
Quasi un diversivo, tanto clamore sulla diffusione di un
opuscolo (che di per se è il minimo da offrire per un
servizio pagato a caro prezzo dagli utenti) e
altrettanto silenzio sull’esiguità di operatori
qualificati della Polizia Stradale a vigilare le
autostrade.
Purtroppo dobbiamo rilevare che la costante violazione
di limiti di velocità, di tempi di riposo e quant’altro
da parte di camionisti ed automobilisti è, in buona
parte, anche dovuta all’assenza di controlli ed alla
scarsa presenza di pattuglie lungo le arterie
autostradali.
Tante chiacchiere e slogan sull’efficienza di un
organico che si trova, invece, in grave difficoltà non
bastano più! E se ne saranno accorti anche gli
automobilisti in viaggio per le autostrade italiane ed
in particolare della Toscana che saranno riusciti a
vedere una pattuglia ogni centinaio di chilometri.
In Toscana la Polizia Stradale svolge un servizio di
pattugliamento H24 sulle
Autostrade A1, A11, A15 e sulla Genova-Rosignano,
attraverso l’impiego di
personale delle Sottosezioni Autostradali, un servizio
di vigilanza sulle altre 4
importanti arterie quali la Firenze-Pisa-Livorno, la
S.S. Aurelia, la Firenze-Siena, la SS. 223 (Siena-Grosseto).
In Toscana sono presenti 6 Sottosezioni della Polizia
Stradale (Arezzo, Firenze, Montecatini, Pontremoli,
Rosignano e Viareggio) che garantiscono, in antitesi con
i vari spot pubblicitari, seppure con altissima
professionalità, la sicurezza nelle principali arterie
autostradali con organici ormai divenuti insufficienti e
senza possibilità di turn over.
Il lavoro di pattugliante in autostrada è da
considerarsi particolarmente usurante per il personale
sia per la turnazione H24 che per le peculiarità del
servizio.
Lo stress derivante dal lavoro in condizioni di rischio
costante per la propria incolumità e per la salvaguardia
degli utenti unito all’esposizione continua ed
incondizionata agli agenti atmosferici determinano
assenze del personale per infortuni o malanni.
Questo, combinato col generale processo d’invecchiamento
della Polizia italiana e la politica di taglio alle
assunzioni, ha determinato una costante e forte
diminuzione della presenza sul territorio e comunque un
maggiore sforzo dei colleghi per sopperire a tali
carenze d’organico.
Al giorno d’oggi dovrebbe essere superfluo puntualizzare
quanto sia strategicamente nevralgico il ruolo della
Polizia di Stato nella vigilanza della rete autostradale
italiana, un’ovvietà che sembra però sfuggire solo agli
occhi di Governo e Ministero dell’Interno.
Gli operatori della pattuglia autostradale sono chiamati
quotidianamente a rilevare incidenti stradali,
soccorrere persone in difficoltà, rimuovere ostacoli
accidentali, controllare la viabilità, svolgere attività
di prevenzione e repressione dei reati,
contravvenzionare chi viola il codice della strada,
controllare ed arginare la veemenza delle tifoserie in
movimento, effettuare trasporti urgenti di organi e più
in generale ad intervenire in qualsiasi altro
accadimento si verifichi nel tratto di loro competenza.
Un tratto sempre più esteso e reso pericoloso dai vari
cantieri.
Infatti a tutta la mole di lavoro vanno poi aggiunti
fattori ambientali che rendono ancor più disagiato
questo particolarissimo servizio: le caratteristiche
della strada (gallerie, viadotti, tratti privi di corsie
di emergenza, ecc…), l’elevata velocità dei veicoli in
transito, le condizioni spesso di traffico intenso (pendolarismo,
esodi, trasporti commerciali su gomma, ecc…)
Tutti elementi che caratterizzano di norma la rete
viaria nazionale con cui gli operatori delle
sottosezioni si trovano a convivere ed operare con tutti
i rischi, ovvi, che sono connessi.
Purtroppo, corre il caso di ricordare che la specialità
paga ogni anno un tristissimo tributo in termini di vite
umane e feriti.
La Sottosezioni di Firenze ed Arezzo sono chiamate a
lavorare in un’arteria notoriamente tra le più complesse
del Paese ed in questo periodo, come da tempo peraltro,
vede la presenza di numerosi cantieri per la creazione
della terza corsia.
In media i pattuglianti delle Sottosezioni autostradali
d’Italia sono meno di trenta, una aliquota che
occorrerebbe per rispettare un contratto che
l’Amministrazione della P.S. ha siglato con l’ente
concessionario della autostrada, nelle quali trattative
sono state escluse le O.S..
Restiamo atterriti di fronte all’immobilismo della
stessa dirigenza rispetto l’inadempimento delle
competenze spettanti alla Società Autostrade per
l’Italia.
A titolo di esempio: durante le ore diurne prevedono,
nella rete autostradale, la presenza di propri operai
addetti a mansioni di manutenzione e viabilità.
In considerazione del costante aumento del volume di
traffico, il personale autostradale è ormai diventato
indispensabile anche per i pattuglianti per il disbrigo
di alcuni interventi (rimozione ostacoli accidentali in
carreggiata, soccorso agli utenti in difficoltà,
viabilità, etc…) che spesso distolgono la pattuglia da
attività d’istituto più qualificate e utili socialmente
(repressione dei reati, controlli di P.G.,
contravvenzioni, vigilanza obiettivi sensibili, etc…).
La considerevole riduzione del personale autostradale
durante le ore notturne (una sola squadra di
manutenzione deve provvedere a centinaia di chilometri
di rete autostradale) è quindi da considerarsi un vero e
proprio danno, non solo per i pattuglianti che devono
operare praticamente senza tale importante ausilio, ma
anche per l’intera utenza che subisce tale inefficienza
sotto svariati aspetti.
Gli stessi operatori della Polizia si trovano spesso
costretti a svolgere mansioni che risultano al limite
delle loro funzioni, quali ad esempio prendere paletta e
ramazza per pulire il manto viabile da possibili
detriti, o addirittura vengono distolti dai loro doveri
diventando dei veri e propri “addetti alla riscossione
dei mancati pagamenti dei pedaggi autostradali”.
Proprio così, sarebbero inviati per fermare dei veicoli
per i quali la Società Autostrade per l’Italia vanta dei
crediti di pedaggio, sebbene, come d'altronde fanno le
altre aziende private, esistono i dovuti procedimenti
civilistici.
Ma non è finita qui! Gli agenti della stradale sono
spesso “obbligati” ad eseguire delle soluzioni prese
dall’ente concessionario che non rientrano nelle loro
strette competenze.
Nulla da contestare alla Società Autostrade per l’Italia
che è una S.p.a. e fa i propri interessi, il problema
viene da quello che pare un vero e proprio
assoggettamento del Ministero dell’Interno rappresentato
a livello regionale dalla dirigenza del compartimento
Polizia Stradale.
Oltre il danno, infatti, è ovvio che non manchi la beffa
e pertanto facciamo un rapido accenno alla parte
economica.
• Per chi lavora in autostrada è prevista un’indennità,
già di per sé ridicola, di circa 2 euro giornalieri. Ad
oggi tale contributo è stato corrisposto solo in parte e
fino al primo trimestre 2006 mentre per il recupero
della restante somma e il pagamento del periodo
successivo non vi è alcuna indicazione. Bisogna chiarire
che l’indennità viene regolarmente corrisposta dalle
società autostradali ma viene a perdersi nei meandri dei
Ministeri dell’Economia e dell’Interno.
• In merito allo straordinario e alle divise non
possiamo che stendere un velo pietoso. E’ stato ridotto
ulteriormente il limite mensile massimo dello
straordinario ed inoltre gli operatori sono sempre più
spesso nella condizione di dover acquistare con il
proprio denaro l’uniforme necessaria a lavorare
considerato che l’Amministrazione non riesce ad
adempiere a tale obbligo. Altrimenti i poliziotti sono
costretti a svolgere servizio in estate con pantaloni e
stivali invernali.
• In quel famoso contratto con la società è prevista la
stipula in favore del personale impiegato nei servizi
autostradali di una polizza di assicurazioni infortuni
che copra tutti i rischi derivanti dal servizio. Dal
2007 tale contratto assicurativo sarebbe stato
riformulato, prevedendo il pagamento solo in caso
d’invalidità permanente superiore al 65%, in buona
sostanza devi essere quasi morto. Quello che non
riusciamo a comprendere è come mai la dirigenza locale
non abbia almeno avvertito il personale di tale
mutamento, dando la possibilità ai colleghi di
provvedere personalmente stipulando altre polizze
private.
I poliziotti della Stradale sono stanchi e vengono
gestiti da una dirigenza che “chiede” sacrifici ma
sembra non avviare alcuna iniziativa utile a tutelare il
proprio personale salvo pubblicizzare dati statistici e
gratta e vinci.
La parola d’ordine è rispettare a tutti i costi il
contratto. Costi quel che costi.
Ma il disagio è tutto a carico dei poliziotti.
Non è più sufficiente l’affermazione “però la Società
Autostrade ci paga le macchine per lavorare...”
sbandierata da questa dirigenza per giustificare una
realtà peraltro distorta.
Ma si può davvero credere che queste parole possano
alleviare i numerosi disagi sopportati da chi lavora per
la nostra sicurezza?.
Si discute di “patti per la sicurezza”, di migliore
distribuzione del personale, di incentivi per chi è
lavora su strada ma nella realtà le cose vanno nella
direzione opposta.
Il SIULP sollecita la giusta attenzione rispetto a
problematiche che in fondo sono di interesse pubblico,
perché è questo lo stato di salute della Polizia
Stradale, quella specialità che dovrebbe poter garantire
la sicurezza sulle strade italiane ma che già
difficilmente può garantire la propria a causa di una
vera e propria svendita del “bene sicurezza”.
Il percorso intrapreso dai Governi che si sono succeduti
di tagli alla sicurezza sta mostrando giorno per giorno
tutta la sua disastrosa linea, soprattutto oggi, quando
il cittadino pone al primo posto la domanda di
sicurezza. Ma i tagli non devono far si che sia
sufficiente raccattare pochi euro e qualche veicolo per
assoggettare l’opera di lavoratori qualificati ad
interessi tipicamente privati.
La grande capacità di questa Amministrazione è svendere
il proprio prodotto, vanificando la grande
professionalità ed efficienza degli operatori.
Quegli “angeli della strada” ai quali stanno tarpando le
ali.
Firenze, 14 agosto 2008 Francesco REALE, Segretario
Generale SIULP Toscana
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