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RAZZISMO E SICUREZZA

 
L’Italia è un paese razzista? È questa la domanda che spesso viene posta in trasmissioni televisive o sui giornali, in particolare quando si discute del tema sicurezza. Qual’è il metodo per stabilire se un paese è intollerante? Si fa riferimento al criterio democratico della maggioranza, quindi se il 50 per cento più uno lo è, allora tutta una nazione è razzista? Forse in questo caso la democrazia stessa diverrebbe a sua volta un sistema di valutazione di tipo discriminatorio. In realtà, possiamo dire che in Italia, ci sono tante persone razziste a tutti i livelli e in tutti i settori, cosi come in tutti gli altri paesi del mondo. Accade tutti i giorni di ascoltare commenti, dialoghi o anche semplici battute di tipo razzista, anche tra i colleghi di lavoro, anche nella Polizia di Stato. Ma che cosa è il razzismo? E’ sinonimo di ignoranza, superficialità e stupidita. Caratteristiche, purtroppo, tutt’altro che rare. Si è razzisti verso chi è di fuori le mura, verso chi non è della stessa provincia, nei confronti di chi proviene da un'altra regione magari del sud, figuriamoci verso chi arriva da un altro paese, addirittura del terzo mondo, povero, disperato e che secondo la mentalità del fanatico, vuole rubarci il lavoro e chi sa cos’altro. Molti dimenticano che, un po’ di anni fa noi italiani siamo stati un popolo di emigranti e che eravamo poveri, ed in cerca di lavoro e che nei paesi dove i nostri connazionali, sono emigrati, il trattamento e la considerazione non e stata delle migliori: italiani tutti furbi, ladri, mafiosi, italiani brutta gente!

 Tutto questo senza alcuna distinzione. Poi tanti di questi nostri connazionali, sono riusciti a farsi strada e a farsi rispettare, ammirare ed anche eleggere a cariche pubbliche in molti di questi paesi, eppure ancora oggi per qualcuno, gli italiani sono furbi, ladri, mafiosi, insomma brutta gente. La stupidità del razzista, quindi va anche al di là di ogni dimostrazione o prova della sua idiozia. La persona umana intelligente dovrebbe essere in grado di valutare le singole persone per quello che fanno e per come si comportano, evitando di fare di tutta l’erba un fascio e magari, ma questo richiede un livello intellettivo ancora superiore, avendo una buona capacita di autocritica, prima di dare giudizi sugli altri. A chi non è capitato di ascoltare una notizia al telegiornale, dove si informa di un incidente in cui è coinvolto uno straniero, magari dell’est Europa e ascoltare commenti del tipo: “questi zingari di merda, andrebbero rimandati tutti nel loro paese, oppure picchiati e anche bruciati vivi”. Tutto questo come se gli italiani e spesso di buona famiglia non provochino mai incidenti con vittime, perché ubriachi o drogati, magari fuggendo senza prestare soccorso. Ma in quel caso “ovviamente” i commenti non sono gli stessi, o meglio magari proprio quella volta si tratta di un italiano del sud, ed allora ecco: “i napoletani di merda, i pugliesi di merda i terroni di merda”. Una rissa tra extracomunitari, commento: “guarda questi marocchini o negri bastardi perché non se ne tornano tutti a casa loro”. Mentre se la stessa rissa è tra italiani: “sono ragazzi, cosa vuoi che sia!”. Oppure in caso di violenza sessuale, si esprimono spesso considerazioni di tipo discriminatorio ignorando, o peggio ancora fregandosene, il fatto che la maggior parte delle violenze sessuali vedono quali attori, cittadini italiani e come teatro del delitto il nucleo familiare.

Tutto ciò secondo voi non è sinonimo di stupidità? Idioti,  questi si della peggiore razza, è verso costoro che bisognerebbe essere diffidenti, verso questo gregge di pecore che si lascia trasportare dai luoghi comuni e dallo spirito del branco, per il quale siamo tutti parte del gruppo e quindi più forti, contro il diverso a prescindere da chi esso sia e senza alcuna conoscenza o volontà di conoscere  una persona diversa, per cultura, colore della pelle, modo di vedere la vita, religione e per questo, forse,  in grado di farci cambiare idea, crescere e forse migliorare. Ma tutto ciò, spaventa i meschini e troppo faticoso richiede uno sforzo intellettivo del quale non sono capaci, quindi meglio far parte del branco e azzannare i negri, gli zingari, i terroni, quelli dell’altra provincia, quelli di fuori le mura.

Poi qualcuno pensa anche, perché abbocca a quanto gli viene raccontato da qualche politico in tv, che il problema sicurezza si risolva mandando a casa gli extracomunitari. Certo e necessario regolamentare l’ingresso degli stranieri nel paese e questo è senz’altro un aspetto, del problema sicurezza. Ma in realtà la sicurezza si ottiene con l’attività di prevenzione e quindi finanziando e aggiornando le forze di polizia, affinché possano realizzare sempre al meglio la loro attività, nonché  rendendo credibile  il sistema giustizia, quindi certezza della pena, punire effettivamente chiunque non rispetti la legge dello stato, a prescindere dalla nazionalità, colore della pelle o religione. La distinzione deve essere tra brave persone e delinquenti, tra chi si comporta bene e chi trasgredisce le leggi e questi ultimi vanno catturati condannati e messi in galera e se stranieri rimandati nel loro paese col divieto di tornare in Italia, questa volta si, con un’azione giusta e degna di un paese civile. Questa è serietà, intelligenza e voglia di far crescere l’Italia, anche grazie al contributo di tante persone, che arrivando da altre nazioni del mondo e altrettanto valide, perbene e meritevoli di rispetto, non fanno altro che lavorare per far vivere al meglio le loro famiglie, cosi come fanno tutti gli altri buoni cittadini italiani. Ma tutto ciò non interessa, perché richiede uno sforzo cognitivo troppo impegnativo e non fa cambiare idea allo STUPIDO RAZZISTA.

 

Vincenzo Iovino

 

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