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E'
inutile perdere tempo raccontando ciò che è accaduto a
Rosarno. I media per una volta hanno fatto bene il loro
mestiere come da tempo non accadeva.
Quello che a tutti Noi preme sapere e se c'è
stata o no la risposta dello Stato; e quale è stata
questa risposta.
Non hanno impressionato molto le scene di
guerriglia urbana, quelle ormai sono parte integrante
del nostro vivere quotidiano, prima o poi dovevano
succedere .
E' tanto di moda, di questi tempi, parlare di
sicurezza, di legalità, parole che vengono infilate
dappertutto, soprattutto nei comizi elettorali senza poi
spiegarne il vero senso, il vero significato.
A Rosarno abbiamo assistito alla classica guerra
fra poveri: da una parte gli immigrati che dopo anni
di schiavitù legalizzata hanno manifestato la loro
rabbia nella maniera più deplorevole possibile;
dall'altra gli abitanti di Rosarno, ultimi fra gli
ultimi, in una terra che in periodo di crisi come quello
che stiamo attraversando, non riesce più a garantire
loro da vivere.
Ma la cosa peggiore è che si continui a negare il
coinvolgimento del potere mafioso in quello che è
successo. Non che a Rosarno siano tutti collusi con la
mafia. Al contrario, i Rosarnesi sono le prime vittime
di questo stato di cose. In un paese dove da anni si
tollera che degli uomini vivano come bestie e siano
trattati come schiavi da altri uomini, schiavi a loro
volta del potere mafioso, lo Stato cosa fa? Invece di
porre fine a questa situazione da terzo mondo, si
limita come sempre a chiudere la stalla dopo che i buoi
sono scappati . Allontana gli immigrati e si compiace
del fatto che non vi siano state vittime. Bene e l'anno
prossimo? L'anno prossimo come di comporterà lo Stato i
quando gli agricoltori di Rosarno saranno costretti a
ricorrere nuovamente alla manodopera clandestina
offrendo nuovamente paghe da fame? Come mai gli
agricoltori sono e saranno costretti a vendere a prezzi
ridicoli? Chi le detta le leggi del mercato? E' inutile
vantarsi di arrestare otto mafiosi al giorno se poi non
si intacca il sistema che li genera; è inutile tagliare
la pianta lasciando la radice. Tutto ciò significa
vanificare l'immenso sforzo che i Giudici e le Forze
dell'Ordine stanno compiendo da molti anni. Le
dichiarazioni del ministro dell'Interno sono state
alquanto desolanti; pretendere di ridurre l'accaduto ad
un problema d'immigrazione clandestina è voler
nascondere la polvere sotto il tappeto. I fatti di
Rosarno sono l'ennesima prova, semmai ce ne fosse
bisogno, che in alcune zone d'Italia il potere mafioso è
ancora forte. Come si deve sentire un onesto cittadino
di Rosarno quando durante una manifestazione gli viene
consigliato di non esporre uno striscione contro la
mafia? E' qui che lo Stato deve intervenire. Quando,
per anni, centinaia di immigrati sono stati sfruttati e
Tutti, istituzioni locali comprese hanno tollerato la
cosa, di chi è la colpa? E' qui che lo Stato deve
intervenire. Quando in una regione prevalentemente
agricola è più conveniente lasciare marcire la frutta
sugli alberi perché il mercato è viziato, di chi è la
colpa? E' qui che lo Stato deve intervenire.
Queste poche righe spero che costringano chi le
legge a riflettere; a riflettere sul fatto che è
impossibile non riconoscere che dietro ai fatti di
Rosarno ci sia lo zampino della mafia. Mafia, che prima
ancora che con la repressione va combattuta garantendo
lavoro, legalità, libertà e istruzione per tutti,
immigrati compresi.
Penso che gli abitanti di Rosarno hanno il
sacrosanto diritto di avere dallo Stato una risposta
concreta, non la solita solidarietà delle passerelle da
campagna elettorale.
Cesare
Storti |