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L’arresto di Danilo Speranza, il cosiddetto “Ultimo
Saggio”, meglio conosciuto anche come “il guru di San
Lorenzo”, arresto avvenuto a Roma il 16 marzo 2010, ad
opera della Polizia Municipale della capitale, ha
riportato alla luce il problema della finta
spiritualità. Stiamo parlando di quel fenomeno che viene
semplicemente descritto con un termine, a parere di chi
scrive, sinistro: le “sette”. Un mondo ai più
sconosciuto ma che ogni anno miete centinaia di migliaia
di vittime. A leggere in maniera più approfondita le
argomentazioni di chi, quotidianamente, studia questo
fenomeno, si rimane, a dir poco, allibiti. Gli addetti
ai lavori, difatti, sostengono, in maniera chiara ed
evidente, che tutti possono cadere nella trappola.
Togliamoci, dunque, dalla testa che solo gli sprovveduti
possano essere plagiati da santoni e guide spirituali,
rischiando di diventare succubi di squallidi personaggi
ma rischiando anche di perdere tutto quello che hanno
nella loro disponibilità. Le segnalazioni si riferiscono
soprattutto a persone che, almeno in teoria, non
dovrebbero essere gli anelli deboli della società:
avvocati, dirigenti, impiegati, professori. Persone,
dunque, istruite, laureate. Tutti possono finire negli
ingranaggi della finta spiritualità. I numeri, del
resto, sono impietosi. In Italia, oltre un milione di
persone nutrono un mondo composto da oltre seicento
sette religiose, molte innocue, molte no. Pensiamo
soprattutto alle sette “sataniste” (che rappresentano il
18% del totale) o quelle “stregonesche”. Gli adepti sono
per la maggior parte donne: il 57% delle vittime. Per
metà sono adulti (il 52%), gli altri quasi tutti giovani
(41%). Pochi gli anziani (7%). Gli psicologi che da anni
sono in prima linea in questa lotta contro il male,
sostengono che, oramai, le sette vengono considerate,
dai più, come dei veri e propri discount della felicità,
un benessere immediato che si può raggiungere
nell’immediatezza, senza dover attendere un “aldilà”
ancora sconosciuto. Dietro tutto questo, però, si
nascondono esercizi spossanti, imposizioni, l’autorità
che promana da personaggi senza scrupoli. I criminologi
e le Forze di Polizia, invece, oggigiorno, non parlano
più di “sette”, bensì, di “gruppi distruttivi”. Proprio
perché hanno avuto modo di toccare con mano, gli
agghiaccianti racconti di chi si è fatto irretire e poi
si è salvato. I loro racconti, per l’appunto, descrivono
abusi sessuali, volontà negate, ordini alimentari. Con
delle tecniche oramai ben collaudate, gli adepti
vengono, pian piano, allontanati dai propri familiari e
dagli amici, per far si che la “setta” diventi la sua
nuova famiglia, in un regime di controllo assoluto su
tutti i contatti con il mondo esterno (corrispondenza,
telefonate, letture, visite). Molto frequente è anche la
somministrazione di psicofarmaci e droghe, al fine di
indurre uno stato di torpore mentale che facilita la
manipolazione della psiche. Anche il sesso diventa un
elemento importante per sopraffare, in toto, l’adepto.
All’inizio si utilizzano le lusinghe e contatti fisici
non propriamente sessuali (baci, carezze), da parte del
leader. In seguito, uno o due adepti già integrati, si
dedicano solo al neofita. Il “bombardamento d’amore”, è
una delle tecniche più usate. Il potere del capo è anche
questo: ottenere dei favori sessuali con forme che,
apparentemente, non sono costrittive. Anzi gli adepti
sono spinti a mettere in pratica tutto quello che viene
loro chiesto, soprattutto quando ci sono richieste di
tipo sessuale, nella speranza di avvicinarsi al modello
che si vuole raggiungere. Come ci si può ben rendere
conto, siamo al cospetto di una vera e propria galleria
degli orrori, che occorre a tutti i costi evitare. E’
ancora vivo, del resto, il ricordo degli orrori di cui
si erano macchiate le note “bestie di satana”. Nel 2004,
difatti, l’Italia, scoprì che esistevano sette sataniche
le quali non si accontentavano di profanare tombe e
disegnare croci rovesciate ma uccidevano brutalmente chi
si rivoltava contro il gruppo. Per fortuna, oggi,
esistono anche quelli che potremmo definire gli
anticorpi. In primis, la Polizia di Stato, che può
essere sempre contattata, 24 ore su 24. Al riguardo,
difatti, è stata appositamente creata la SAS, Squadra
Antisette (afferente lo SCO, il Servizio Centrale
Operativo della Polizia di Stato), che ha il compito di
monitorare i fenomeni in questione attraverso le Squadre
Mobili provinciali Non dimentichiamo, poi, il lavoro dei
volontari, con particolare riferimento all’associazione
“Papa Giovanni XXIII”, creata dal compianto Don Oreste
Benzi, rappresentata anche a Siena, la quale ha creato
un numero verde (800228866) a cui possono rivolgersi
tutti quelli che ne avessero bisogno. Ad oggi,
l’associazione di cui sopra, ha ricevuto 8.423 richieste
di aiuto provenienti da tutte le parti d’Italia di cui,
1.823, sono state trattate dalla Polizia di Stato. |