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Ebbene si: quando,
qualche tempo fa, abbiamo appreso le dichiarazioni dei
ministri in carica e dei più alti esponenti del Governo
circa la loro ferma intenzione di rilanciare il settore
sicurezza aumentando le risorse e valorizzando la
professionalità dei poliziotti, ci abbiamo creduto.
Eravamo fermamente convinti, difatti, che dopo un lungo
periodo di tagli nel settore sicurezza, si fosse
raggiunto il punto di non ritorno. La realtà, invece, ha
superato ogni più remota fantasia: i tagli continuano e
continua la folle, incosciente corsa verso
l’autodistruzione. Non tutti sono così. Incoraggiano le
dichiarazioni, per esempio, del Presidente della Camera,
Gianfranco Fini, per il quale: “a fronte di una politica
che non può essere di manica larga, i tagli alle Forze
dell’Ordine sono incompatibili con la volontà di
garantire la precondizione della legalità”. Fanno
riflettere le piccole lotte segrete del Ministero
Maroni, impegnato da un lato a contenere gli assalti dei
sindacati compatti, dall’altro a sbattersi presso il
Ministro delle Finanze e soprattutto verso il Presidente
del Consiglio, allo scopo di avere ulteriori risorse per
le Forze di Polizia. I risultati, al momento, sono
alquanto modesti. Una situazione da far tremare le vene
nei polsi. Eppure, non mancano esempi ulteriori di
autentica incoscienza politica. Il Ministro Brunetta,
per esempio, sul quale tutte le battute che potevano
essere fatte, sono state fatte, continua ad affermare
che sulla sicurezza ci sono grandi investimenti. Ma i
segnali che i colleghi inviano al sindacato di Polizia
vanno in senso diametralmente opposto. Sarebbe il caso
che l’agenda del Ministro della Funzione Pubblica, alla
voce “P”, dopo “poliziotti panzoni” e “poliziotti
fannulloni”, fosse aggiunta la voce “promesse da
pinocchietto”. Brunetta sostiene che i risultati della
lotta al crimine, governando Berlusconi, sono più che
encomiabili e che questo dipende unicamente dalle
capacità del governo in carica. E allora, siccome
tagliando si produce più sicurezza, continuiamo a
tagliare e verrà prodotta sempre maggiore sicurezza.
Dimentica, il ministro, lo spirito di abnegazione e di
sacrificio dei poliziotti. Dimentica, il ministro, che i
poliziotti anticipano di tasca loro le spese per i
viaggi e le missioni. Quello che accade oggi e che
ancora non viene colto da Brunetta nella sua dimensione
reale, sono alcuni fatti che stanno già avvenendo sul
territorio nazionale e che testimoniano in maniera
lapalissiana come la situazione ha ormai raggiunto il
punto di saturazione. Qualche giorno fa, in Trentino,
alcuni poliziotti si sono rifiutati di anticipare di
tasca propria le spese necessarie per effettuare alcuni
accompagnamenti: sapete quale è stato il risultato? Che
l’Amministrazione ha dovuto annullare i servizi già
predisposti per effettuare detti accompagnamenti. Come
dire: sicurezza, chiuso per insolvenza!. Ora, che il
ministro e chi per lui continui a suonarsela e a
cantarsela, è un fatto che non ci tange più di tanto:
noi stiamo soltanto aspettando che il governo realizzi
l’impegno assunto in merito alla ripartizione, a favore
degli operatori della sicurezza delle risorse
provenienti dal fondo unico di giustizia e dallo scudo
fiscale, di cui, in verità, molto si è parlato. Però,
se ancora una volta tutti questi impegni annunciati
dovessero finire con un nulla di fatto, sappiamo già
come procedere: tutti i poliziotti d’Italia, organizzati
nel SIULP. Lavoreranno con le risorse e gli strumenti di
loro effettiva pertinenza e per compiti di loro
spettanza . Tutto il resto, chiuso per insolvenza.
Felice Romano |