Home Organigramma Sportello Siulp Archivio news Fotogallery Link Contatti
 

LA TESSERA DEL TIFOSO RINVIATA AL PROSSIMO ANNO

Persa un’altra buona occasione per garantire più sicurezza all’interno degli stadi

a cura di Piero Di Lorenzo

Alla fine del mese di novembre, il Presidente del CONI Beretta, ha comunicato a tutto il mo sportivo, che l’applicazione della tanto acclamata tessera del tifoso, verrà rinviata al prossimo anno. Il Ministro dell’Interno Maroni, dunque, dopo un lungo braccio di ferro, ha capitolato e ha accolto la richiesta delle società di calcio di serie A e B, di rinviare alla prossima stagione l’entrata in vigore del provvedimento. Anzi, il Ministro, ha condiviso l’idea di istituire un tavolo di lavoro per perfezionare l’iniziativa. Entusiasta il commento di Beretta: “E’ la vittoria della logica costruttiva e della ragionevolezza…”.

La tessera del tifoso, come molti lettori sapranno, rappresenta (rappresenterebbe, sic!!) uno strumento in grado di garantire, una volta per tutte, un rapporto più stretto e privilegiato tra supporters e società di calcio. Rappresenta il mezzo per identificare compiutamente i tifosi che accedono allo stadio ogni domenica, in casa o in trasferta, e per assicurare, dunque, maggiore sicurezza all’interno degli impianti, facilità di gestione, da parte della Polizia di Stato, dell’evento sportivo. E’ la possibilità di “narcotizzare” definitivamente le frange estremistiche che, nonostante tutto, continuano a frequentare luoghi che dovrebbero, invece, ospitare persone assolutamente pacifiche.

La tessera del tifoso, inoltre, comporta anche vantaggi concreti per il tifoso stesso. Pensiamo, per esempio, alla corsia preferenziale per l’acquisto dei biglietti e l’accesso all’impianto sportivo, la possibilità di seguire la propria squadra in trasferta e di assistere alla partita anche in presenza di restrizioni, per non parlare, poi, degli sconti e dei premi fedeltà.

Rispetto a Beretta, le reazioni degli appartenenti alla Polizia di Stato, non sono altrettanto entusiastiche. Purtroppo, sono mesi che si respira un’aria pesante intorno a questo problema, molto sentito soprattutto dallo stesso Ministro dell’Interno. Era palpabile, sin dall’inizio, l’avversione di alcune società di calcio, anche quelle più quotate ma, soprattutto, degli ultras che hanno protestato mediante un vero e proprio corteo che ha attraversato la città di Roma. Poche persone a dire la verità. Ma si tratta pur sempre di un messaggio ben preciso lanciato a chi vuole operare una bonifica in quella terra di nessuno che, sino a un paio di anni a questa parte, erano le curve violente, rappresentate da quel ristretto gruppo di giovani che tengono in scacco, da anni, i club. I club di serie A e B, hanno subito recepito il “suggerimento” degli ultras (ha ragione Capello quando dice che negli stadi italiani, comanda un manipolo di violenti). 

Non stiamo parlando, si badi bene, della stragrande maggioranza delle persone che la domenica si recano allo stadio per assistere tranquillamente ad un incontro di calcio e tifare per la propria squadra del cuore. Stiamo parlando dei soliti noti che, attraverso la tessera in questione, vedrebbero limitata ulteriormente la loro libertà di azione all’interno e all’esterno dello stadio, una libertà di azione caratterizzata solo ed esclusivamente di violenza e minacce. Per ottenere la tessera, difatti, è necessario non avere DASPO (il provvedimento che viene comminato ai facinorosi e impedisce loro di partecipare alle manifestazioni sportive), misure di prevenzione in corso e condanne da stadio negli ultimi cinque anni.

Giova sottolineare che anche un altro aspetto interessante della vicenda: l’applicazione della tessera del tifoso è un elemento nuovo per l’Italia ma vecchio per altri Paesi europei dove, al contrario, è in vigore da diversi anni, con risultati più che lusinghieri. Anche in questo ambito, purtroppo, siamo dunque costretti a rincorrere l’Europa che corre molto più veloce di noi e che ha debellato la violenza ultrà con grande anticipo rispetto alla nostra penisola e senza troppe polemiche.

Evidentemente i poteri “forti” che caratterizzano ancora il mondo del calcio, sono ancora molto “presenti” tanto da impedire una applicazione immediata, almeno per ora, della tessera.

Da parte delle Forze di Polizia, allora, non ci può che essere un plauso unanime alla applicazione di questo dispositivo.

 
 

Indietro