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Alla fine del mese di novembre, il Presidente del CONI
Beretta, ha comunicato a tutto il mo sportivo, che
l’applicazione della tanto acclamata tessera del tifoso,
verrà rinviata al prossimo anno. Il Ministro
dell’Interno Maroni, dunque, dopo un lungo braccio di
ferro, ha capitolato e ha accolto la richiesta delle
società di calcio di serie A e B, di rinviare alla
prossima stagione l’entrata in vigore del provvedimento.
Anzi, il Ministro, ha condiviso l’idea di istituire un
tavolo di lavoro per perfezionare l’iniziativa.
Entusiasta il commento di Beretta: “E’ la vittoria della
logica costruttiva e della ragionevolezza…”.
La tessera del tifoso, come molti lettori sapranno,
rappresenta (rappresenterebbe, sic!!) uno strumento in
grado di garantire, una volta per tutte, un rapporto più
stretto e privilegiato tra supporters e società di
calcio. Rappresenta il mezzo per identificare
compiutamente i tifosi che accedono allo stadio ogni
domenica, in casa o in trasferta, e per assicurare,
dunque, maggiore sicurezza all’interno degli impianti,
facilità di gestione, da parte della Polizia di Stato,
dell’evento sportivo. E’ la possibilità di
“narcotizzare” definitivamente le frange estremistiche
che, nonostante tutto, continuano a frequentare luoghi
che dovrebbero, invece, ospitare persone assolutamente
pacifiche.
La tessera del tifoso, inoltre, comporta anche vantaggi
concreti per il tifoso stesso. Pensiamo, per esempio,
alla corsia preferenziale per l’acquisto dei biglietti e
l’accesso all’impianto sportivo, la possibilità di
seguire la propria squadra in trasferta e di assistere
alla partita anche in presenza di restrizioni, per non
parlare, poi, degli sconti e dei premi fedeltà.
Rispetto a Beretta, le reazioni degli appartenenti alla
Polizia di Stato, non sono altrettanto entusiastiche.
Purtroppo, sono mesi che si respira un’aria pesante
intorno a questo problema, molto sentito soprattutto
dallo stesso Ministro dell’Interno. Era palpabile, sin
dall’inizio, l’avversione di alcune società di calcio,
anche quelle più quotate ma, soprattutto, degli ultras
che hanno protestato mediante un vero e proprio corteo
che ha attraversato la città di Roma. Poche persone a
dire la verità. Ma si tratta pur sempre di un messaggio
ben preciso lanciato a chi vuole operare una bonifica in
quella terra di nessuno che, sino a un paio di anni a
questa parte, erano le curve violente, rappresentate da
quel ristretto gruppo di giovani che tengono in scacco,
da anni, i club. I club di serie A e B, hanno subito
recepito il “suggerimento” degli ultras (ha ragione
Capello quando dice che negli stadi italiani, comanda un
manipolo di violenti). |
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Non stiamo parlando, si badi bene, della stragrande
maggioranza delle persone che la domenica si recano allo
stadio per assistere tranquillamente ad un incontro di
calcio e tifare per la propria squadra del cuore. Stiamo
parlando dei soliti noti che, attraverso la tessera in
questione, vedrebbero limitata ulteriormente la loro
libertà di azione all’interno e all’esterno dello
stadio, una libertà di azione caratterizzata solo ed
esclusivamente di violenza e minacce. Per ottenere la
tessera, difatti, è necessario non avere DASPO (il
provvedimento che viene comminato ai facinorosi e
impedisce loro di partecipare alle manifestazioni
sportive), misure di prevenzione in corso e condanne da
stadio negli ultimi cinque anni.
Giova sottolineare che anche un altro aspetto interessante
della vicenda: l’applicazione della tessera del tifoso è
un elemento nuovo per l’Italia ma vecchio per altri
Paesi europei dove, al contrario, è in vigore da diversi
anni, con risultati più che lusinghieri. Anche in questo
ambito, purtroppo, siamo dunque costretti a rincorrere
l’Europa che corre molto più veloce di noi e che ha
debellato la violenza ultrà con grande anticipo rispetto
alla nostra penisola e senza troppe polemiche.
Evidentemente i poteri “forti” che caratterizzano ancora il
mondo del calcio, sono ancora molto “presenti” tanto da
impedire una applicazione immediata, almeno per ora,
della tessera.
Da parte delle Forze di Polizia, allora, non ci può che
essere un plauso unanime alla applicazione di questo
dispositivo.
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