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INTERVISTA AL PREFETTO DI SIENA |
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Dottor Cazzella. Ad un
anno circa dal suo arrivo a Siena, cos'è cambiato in
tema di sicurezza nella provincia?
Posta così, la domanda
sembra quasi chiedere una risposta enfatica, a rischio
di evidenziare ancora di più lo scarto fra chi la
sicurezza la predica e chi, in fin dei conti, la attua.
Un Prefetto, da solo, non è determinante nel modificare
la sicurezza di una provincia. Tuttavia, se dovessi
stare ai numeri, potrei sentire di essermi guadagnato,
almeno per quest’anno, lo stipendio: i dati di fine anno
evidenziano una flessione generale della delittuosità di
circa il 7%. Negli ultimi sei mesi dell'anno, la
flessione, rispetto al secondo semestre 2007, ha
superato, addirittura, il 13%. L'andamento dei dati
spiega anche, io credo, i motivi di un risultato
incoraggiante: negli ultimi sei mesi dell'anno, infatti,
è iniziato a funzionare il nuovo "Patto per la sicurezza
di Siena" che, come ricorderete, è stato sottoscritto
con il Sindaco il 17 giugno 2008. Questo ha comportato
un rinnovato impegno per le forze di polizia, un
incremento dei servizi notturni, della polizia
municipale, un quadro più articolato di interventi di
"sicurezza partecipata" e, se vogliamo, una maggiore
armonia e sinergia degli sforzi di ognuno. Non posso che
ringraziare tutti quanti hanno contribuito al risultato
comune. Se debbo attribuirmi un ruolo in un contesto che
direi assolutamente corale è quello di aver cercato
sempre soluzioni armonizzate e rispettose della città.
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I1 17 giugno dello
scorso anno, è stato siglato il "Patto sulla sicurezza"
tra lei ed il Sindaco Cenni con l'obiettivo di
realizzare iniziative coordinate in materia. Sono stati
registrati dei risultati tangibili?
La risposta che ho dato
alla prima domanda starebbe a confermare che il "Patto
per Siena" funziona, e bene. Ho I'impressione che per
confermarli e, magari, per migliorarli occorra lavorare
ancora, con l'armonia e l'impegno dei mesi scorsi. Nei
prossimi giorni riunirò il Comitato provinciale per
l'ordine e per la sicurezza pubblica, allo scopo di
impostare il lavoro dei prossimi mesi. |
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Cosa ne pensa del
pacchetto sicurezza approvato dal Governo in questi
giorni? Sul tema "RONDE; e s i s t ono sul nostro
territorio richieste per la nascita di questo tipo di
associazioni?
Non sano molte le
città italiane che possono mostrare un panorama di
operosità e di sicurezza come Siena. Al contrario, mi
pare che un po' dappertutto si registrino numerose
criticità, aggravate da un rallentamento notevole del
quadro economico e sociale. Misure nuove occorrono, ed i
prefetti, così come le forze di polizia e la
magistratura Applicheranno con impegno le nuove norme.
Del resto, molte di queste norme chiamano i responsabili
della sicurezza a scelte ponderate. Le cosiddette
"ronde" cono una delle "opzioni possibili" e la legge
rimette ai sindaci di scegliere o meno questa opzione,
d'intesa con i prefetti. Per quanto riguarda la
provincia di Siena, credo si debba valutare che lo stato
della Sicurezza persegue già una linea di miglioramento,
che i servizi svolti dalle forze dell’ordine (dello
Stato e degli Enti locali) sono più attivi, che la
"sicurezza partecipata" è una realtà Consolidata e
semmai, in espansione. Non credo proprio che ci sia
motivo di tentare esperimenti che potrebbero avere più
controindicazioni che risultati, come talvolta s'è
dovuto registrare.
Non crede che una
concreta risposta al bisogno di sicurezza dei cittadini,
sia meglio realizzabile attraverso la certezza della
pena ed il potenziamento delle forze di polizia?
Sulla "certezza della
pena" non ho dubbi! Direi di più: finchè il "sistema
Italia non riuscirà a recuperare l'efficacia del
"detenente penale" sarà difficile rinunciare ad un
costante potenziamento delle forze di polizia, anche se
oggi siamo già, per numero di operatori e per spesa
complessiva, sulla media dei Paesi europei. Aggiungerei
che un po' di sana indignazione della società civile nei
confronti di chi viola le leggi aiuterebbe anche ad
isolare i diversi focolai di delinquenza, di qualsiasi
tipo.
La Val d'Elsa rimane
ancora oggi l'area più delicata della nostra provincia.
All'intensificazione dei servizi di controllo del
territorio non corrisponde però un adeguato rinforzo
dell'organico del Commissariato di Poggibonsi che
subisce gravi disagi, insostenibili nel tempo. Prima che
la situazione collassi, cos'è possibile fare per l'invio
di un'adeguata aliquota di uomini al Commissariato?
Mi pare una domanda di
carattere operativo. Spetta al Questore adottare le
misure necessarie, che io sosterrò come è giusto che
sia. E' uno degli argomenti sul tappeto che risolveremo
tenendo conto di tutte le risorse in campo: Polizia e
Carabinieri, innanzi tutto, ma anche le altre forze di
polizia e la polizia municipale che sia a Poggibonsi che
a Colle lavora molto bene. Come a Siena, e come nelle
ultime iniziative intraprese a Poggibonsi i risultati
vengono lavorando in armonia.
L'immobile che
ospita la locale Questura non riesce più a soddisfare le
elementari esigenze igienico-sanitarie ed operative. E'
veramente così difficile un coordinamento con gli enti
locali per la realizzazione di un'adeguata struttura?
Anch'io sono convinto
che la Questura di Siena debba avere una collocazione
più funzionale e sono già avviati, con il Sindaco e con
i competenti Uffici del Comune, gli approfondimenti
necessari per trovare una soluzione efficacie e
funzionale, anche se occorrerà qualche anno per i
necessari investimenti. Il mio desiderio più grande è
quello di lasciare Siena con un progetto già definito di
ricollocazione della Questura, rimanendo, se non fra le
mura, almeno nell'ambito urbano, fra la gente di Siena,
come dev'essere un presidio così importante,
completamente fruibile per tutti i cittadini.
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