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La sicurezza partecipata - Seconda parte

 

L'idea (che ormai è esigenza!) è che la prevenzione, per esplicarsi ai livelli della massima potenzialità ed efficacia, dovrebbe dipanarsi come un vero e proprio processo integrato e sinergico tra la parte 'buona' della Comunità –quella produttiva che vi ha preponderante interesse- e la piccola parte di quella stessa Comunità preposta alla sua difesa. Ciascuno dei componenti della Comunità, pertanto, dovrebbe osservare -qualcuno ha detto con curiosità! Ossessiva, se occorre!-, dovrebbe sospettare, verificare in continuazione l'efficienza delle difese poste, cogliere indizi, annotare. Rendere palese agli occhi di chi lo stia studiando la prudenza, la diffidenza - la vigilanza che ha in atto a

 favore della Comunità. Dovrebbe richiedere senza timori ed in tempo reale l'intervento dei preposti alla pubblica sicurezza legittimati alle verifiche e ad interporsi operativamente al crimine. Anche quando il dubbio o la preoccupazione che dovesse assalirlo siano men che un timido sospetto! Dovrebbe così disturbare chi si muove nell'ombra. Con sinergia, intesa, univocità con tutti gli altri. Solo così la Comunità potrebbe mostrare il volto granitico, reattivo, attivo, 'fattivo' che ha dentro. Solo così potrebbe riuscire a dimostrare, agli occhi di chi la stia osservando per captare il momento propizio per violarla, attenzione massima, vigilanza attenta, impenetrabilità. E' soprattutto questo che può far paura. Che può indurre i predatori a cambiare aria, a ricercare territori dove c'è sfaldamento, degrado, disunione. Solitudine, appunto! E dove le disomogeneità trovano spazio! Ad ogni livello! Perché anche gli operatori del crimine, i malfattori osservano, studiano. E capiscono! Ed a nessuno piace di rischiare più di tanto! Anche di fronte ad un bisogno, se non è più che impellente. E se il rischio non offra contropartite molto remunerative! Per tranquillità de 'i tutti' e de 'i ciascuno', si può evidenziare che le segnalazioni possono essere anche anonime. Peraltro, segnalare episodi anche solamente e presuntivamente di potenziale criminalità non significa fare la spia, non significa essere delatori. Significa difendere il proprio territorio, gli interessi, la tranquillità della Comunità alla quale si appartiene, la serenità dei suoi componenti e l'incolumità di molti. Semplicemente, significa assolvere ad un dovere civico! Finisca il menefreghismo, quindi! Finisca il silenzio, allora! Finisca l'omertà! Anche quella strisciante. Anche quella egoistica. Anche quella vile che induce a volgere lo sguardo altrove quando i1 problema è degli altri! Vi sono mille esempi a riprova che segnalazioni anonime hanno permesso di scardinare in pochi mesi reti di spaccio di droga, sorprendere all'opera bande di ladri, recuperare refurtiva, incastrare rapinatori, smascherare truffatori. E’ segno che le Forze di Polizia il loro mestiere sanno svolgerlo e sanno ben utilizzare gli spunti che gli vengono forniti. Ma, ci si domanderà, come partecipare la sicurezza se non si è poliziotti: c'entrano per caso le ronde? Ognuno deve organizzarsi per assicurare una guardiania ai propri beni? Con un po’ di coraggio si potrebbe rispondere di si, che la sicurezza partecipata e un po' di tutto questo, tenendo però presente che il riferimento finale è il 113 od il 112 e che nessuno può proporsi, organizzarsi od essere incaricato della difesa dei beni di altri se non legittimato da apposite abilitazioni e da un rapporto di lavoro od un contratto. Ma chiunque, che passeggi per andarsi a prendere un gelato o perché soffra d'insonnia può anzi, se condivide e quindi sente di partecipare la vita della Comunità, dovrebbe intervenire per chiamare il 113 od il 112 di fronte ad una circostanza, un'auto od una persona sospetta, a qualcuno che scavalca una recinzione o ad altri fatti inconsueti: tanto per chiarire sulle ronde! Ciò puntualizzando che di fronte alla richiesta d'intervento tutti i cittadini sono uguali! Non vi sono privilegi di sorta se non l'obbligo della graduazione della priorità e dell'urgenza lasciata alla valutazione dell'addetto al 113 in caro di indisponibilità degli operatori di polizia necessari a far fronte a chiamate contestuali. Convinciamoci che chi deve essere tutelato deve anch'esso rappresentare il chiavistello, la grata, l'occhio vigile, l'allarme, l'orecchio attento, il sensore delle Forze di Polizia. E deve avere fiducia piena negli addetti alla sicurezza. Deve indirizzarli, permettergli di lasciare il meno possibile al caso il proprio lavoro Le Forze di Polizia sono anche la sua espressione. Sono certamente il suo strumento di difesa! Dobbiamo anche convincerci che un successo, per un poliziotto, è realizzazione nel lavoro che ha scelto. Che l'essere coinvolto, l'essere chiamato in causa non lo disturba. Ami, lo rende orgoglio so di se stesso. Lo motiva. Lo fa sentire utile. Gli fa sentire su di sé la fiducia di chi lo paga. Gli offre stimoli di ulteriore intraprendenza. Per fare meglio. Per fare di più. Per farlo con più zelo. Concentrazione, abnegazione, solerzia, entusiasmo, passione! Per cercare altri successi, che lo rendano eroe; anche a casa sua, davanti alla sua famiglia, ai figli! La Comunità -della quale anche il poliziotto fa parte- pertanto dovrebbe essere un cerchio. Una squadra. In cui le varie componenti si cerchino a vicenda e si compensino. Qui non c'entrano questioni strane. Qui non si rischia di dar forza ad un pensiero, sostenere una cordata, assecondare una ideologia. Questa è questione di sicurezza, della nostra sicurezza. Della tranquillità di ciascuno di noi, dei nostri famigliari, dei nostri grandi o piccoli interessi. Non c'entra la destra o la sinistra e si è convinti che questo coinvolgimento, questa partecipazione, queste piccole attenzioni, questi accorgimenti, questi modesti suggerimenti, questa filosofia se praticati quotidianamente potrebbero realmente rappresentare quel quid quel qualcosa che rende la squadra imbattibile. Anche se quella avversaria -quella dei balordi- sia di tutti campioni. Peraltro, l'applicazione di tale pratica sarà sempre valida. Almeno finché esisteranno le Forze di Polizia nessuno potrà frenarla, ostacolarla. Il 113 è ancora di tutti! Per fortuna! Utilizziamo il 113, quindi. Utilizziamo il 112. Utilizziamoli per noi stessi! Educhiamo tutti a farlo! E ad aver fiducia! Con l'inerzia o l'attesa che scaturiscono dalla pretesa; con iniziative isolate o scollegate ci resterà sempre un fianco scoperto! Ed ogni volta potrebbe essere il nostro! Da soli non si migliorano le cose! Da soli non si va da nessuna parte! Difendiamoci insieme, pertanto!

Antonio Scuderi