|
L'idea (che ormai è esigenza!) è che la
prevenzione, per esplicarsi ai livelli della
massima potenzialità ed efficacia, dovrebbe
dipanarsi come un vero e proprio processo
integrato e sinergico tra la parte 'buona' della
Comunità –quella produttiva che vi ha
preponderante interesse- e la piccola parte di
quella stessa Comunità preposta alla sua difesa.
Ciascuno dei componenti della Comunità,
pertanto, dovrebbe osservare -qualcuno ha detto
con curiosità! Ossessiva, se occorre!-, dovrebbe
sospettare, verificare in continuazione
l'efficienza delle difese poste, cogliere
indizi, annotare. Rendere palese agli occhi di
chi lo stia studiando la prudenza, la diffidenza
- la vigilanza che ha in atto a |
 |
|
favore
della Comunità. Dovrebbe richiedere senza timori
ed in tempo reale l'intervento dei preposti alla
pubblica sicurezza legittimati alle verifiche e
ad interporsi operativamente al crimine. Anche
quando il dubbio o la preoccupazione che dovesse
assalirlo siano men che un timido sospetto!
Dovrebbe così disturbare chi si muove
nell'ombra. Con sinergia, intesa, univocità con
tutti gli altri. Solo così la Comunità potrebbe
mostrare il volto granitico, reattivo, attivo,
'fattivo' che ha dentro. Solo così potrebbe
riuscire a dimostrare, agli occhi di chi la stia
osservando per captare il momento propizio per
violarla, attenzione massima, vigilanza attenta,
impenetrabilità. E' soprattutto questo che può
far paura. Che può indurre i predatori a
cambiare aria, a ricercare territori dove c'è
sfaldamento, degrado, disunione. Solitudine,
appunto! E dove le disomogeneità trovano spazio!
Ad ogni livello! Perché anche gli operatori del
crimine, i malfattori osservano, studiano. E
capiscono! Ed a nessuno piace di rischiare più
di tanto! Anche di fronte ad un bisogno, se non
è più che impellente. E se il rischio non offra
contropartite molto remunerative! Per
tranquillità de 'i tutti' e de 'i ciascuno', si
può evidenziare che le segnalazioni possono
essere anche anonime. Peraltro, segnalare
episodi anche solamente e presuntivamente di
potenziale criminalità non significa fare la
spia, non significa essere delatori. Significa
difendere il proprio territorio, gli interessi,
la tranquillità della Comunità alla quale si
appartiene, la serenità dei suoi componenti e
l'incolumità di molti. Semplicemente, significa
assolvere ad un dovere civico! Finisca il
menefreghismo, quindi! Finisca il silenzio,
allora! Finisca l'omertà! Anche quella
strisciante. Anche quella egoistica. Anche
quella vile che induce a volgere lo sguardo
altrove quando i1 problema è degli altri! Vi
sono mille esempi a riprova che segnalazioni
anonime hanno permesso di scardinare in pochi
mesi reti di spaccio di droga, sorprendere
all'opera bande di ladri, recuperare refurtiva,
incastrare rapinatori, smascherare truffatori.
E’ segno che le Forze di Polizia il loro
mestiere sanno svolgerlo e sanno ben utilizzare
gli spunti che gli vengono forniti. Ma, ci si
domanderà, come partecipare la sicurezza se non
si è poliziotti: c'entrano per caso le ronde?
Ognuno deve organizzarsi per assicurare una
guardiania ai propri beni? Con un po’ di
coraggio si potrebbe rispondere di si, che la
sicurezza partecipata e un po' di tutto questo,
tenendo però presente che il riferimento finale
è il 113 od il 112 e che nessuno può proporsi,
organizzarsi od essere incaricato della difesa
dei beni di altri se non legittimato da apposite
abilitazioni e da un rapporto di lavoro od un
contratto. Ma chiunque, che passeggi per andarsi
a prendere un gelato o perché soffra d'insonnia
può anzi, se condivide e quindi sente di
partecipare la vita della Comunità, dovrebbe
intervenire per chiamare il 113 od il 112 di
fronte ad una circostanza, un'auto od una
persona sospetta, a qualcuno che scavalca una
recinzione o ad altri fatti inconsueti: tanto
per chiarire sulle ronde! Ciò puntualizzando che
di fronte alla richiesta d'intervento tutti i
cittadini sono uguali! Non vi sono privilegi di
sorta se non l'obbligo della graduazione della
priorità e dell'urgenza lasciata alla
valutazione dell'addetto al 113 in caro di
indisponibilità degli operatori di polizia
necessari a far fronte a chiamate contestuali.
Convinciamoci che chi deve essere tutelato deve
anch'esso rappresentare il chiavistello, la
grata, l'occhio vigile, l'allarme, l'orecchio
attento, il sensore delle Forze di Polizia. E
deve avere fiducia piena negli addetti alla
sicurezza. Deve indirizzarli, permettergli di
lasciare il meno possibile al caso il proprio
lavoro Le Forze di Polizia sono anche la sua
espressione. Sono certamente il suo strumento di
difesa! Dobbiamo anche convincerci che un
successo, per un poliziotto, è realizzazione nel
lavoro che ha scelto. Che l'essere coinvolto,
l'essere chiamato in causa non lo disturba. Ami,
lo rende orgoglio so di se stesso. Lo motiva. Lo
fa sentire utile. Gli fa sentire su di sé la
fiducia di chi lo paga. Gli offre stimoli di
ulteriore intraprendenza. Per fare meglio. Per
fare di più. Per farlo con più zelo.
Concentrazione, abnegazione, solerzia,
entusiasmo, passione! Per cercare altri
successi, che lo rendano eroe; anche a casa sua,
davanti alla sua famiglia, ai figli! La Comunità
-della quale anche il poliziotto fa parte-
pertanto dovrebbe essere un cerchio. Una
squadra. In cui le varie componenti si cerchino
a vicenda e si compensino. Qui non c'entrano
questioni strane. Qui non si rischia di dar
forza ad un pensiero, sostenere una cordata,
assecondare una ideologia. Questa è questione di
sicurezza, della nostra sicurezza. Della
tranquillità di ciascuno di noi, dei nostri
famigliari, dei nostri grandi o piccoli
interessi. Non c'entra la destra o la sinistra e
si è convinti che questo coinvolgimento, questa
partecipazione, queste piccole attenzioni,
questi accorgimenti, questi modesti
suggerimenti, questa filosofia se praticati
quotidianamente potrebbero realmente
rappresentare quel quid quel qualcosa che rende
la squadra imbattibile. Anche se quella
avversaria -quella dei balordi- sia di tutti
campioni. Peraltro, l'applicazione di tale
pratica sarà sempre valida. Almeno finché
esisteranno le Forze di Polizia nessuno potrà
frenarla, ostacolarla. Il 113 è ancora di tutti!
Per fortuna! Utilizziamo il 113, quindi.
Utilizziamo il 112. Utilizziamoli per noi
stessi! Educhiamo tutti a farlo! E ad aver
fiducia! Con l'inerzia o l'attesa che
scaturiscono dalla pretesa; con iniziative
isolate o scollegate ci resterà sempre un fianco
scoperto! Ed ogni volta potrebbe essere il
nostro! Da soli non si migliorano le cose! Da
soli non si va da nessuna parte! Difendiamoci
insieme, pertanto!
Antonio Scuderi |